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    La Questione della Pasta in bianco

    Qualcuno avrà sicuramente letto della polemica nata sulla pasta in bianco alla mensa della scuola primaria statale. Protagonista del caso la minoranza, che probabilmente non ha trovato altra situazione da strumentalizzare per attaccare l’Amministrazione e che nel farlo ha detto anche qualche inesattezza. Qui proverò a spiegare il perché di una scelta che a chi legge e non conosce quanto è successo prima potrebbe sembrare stupida.

    COME FUNZIONAVA PRIMA?

    Prima della situazione che è stata portata alla ribalta dal Giornale di Brescia i bambini potevano decidere se mangiare la pasta condita o la pasta in bianco al momento, durante il servizio di mensa.

     

    COME FUNZIONA ORA?

    Sarà servita la pasta in bianco solo ai bambini che:

    • Abbiano intolleranze o idiosincrasia (disgusto patologico) certificato dal medico
    • Siano stati male durante la mattinata
    • Abbiano una dichiarazione scritta del genitore

     

    CHI HA PRESO QUESTA DECISIONE?

    La decisione è stata presa dalla Commissione Mensa all’unanimità. La  Commissione Mensa è nata alcuni anni fa per volontà dell’Assessore Venerio Bodini e ha il compito di giudicare il funzionamento del servizio migliorandolo continuamente con consigli e suggerimenti. È composta da:

    • L’Assessore alla Pubblica istruzione in rappresentanza del Comune
    • Un rappresentante del personale della Cucina
    • Una rappresentante della Ditta che gestisce il servizio
    • Una nutrizionista
    • Alcuni rappresentanti dei Genitori
    • Alcuni rappresentanti degli Insegnanti

     

    PERCHE’ SI E’ DECISO?

    Le ragioni sono 2:

    1. Fare educazione alimentare. I bambini che usano la mensa sono sottoposti a menù approvati dall’ASL con l’obiettivo di fare educazione alimentare in modo continuo e coerente. Dare la possibilità di scelta non permetteva la continuità che – anche se difficile – è necessaria per prevenire che i bambini diventino obesi o abbiano squilibri/disturbi alimentari
    2. Non buttare cibo. Con il sistema precedente era impossibile prevedere quante paste sarebbero state bianche e quante condite. A volte il motivo era la voglia o meno del bambino di mangiarla. La mensa non nasce per assecondare i capricci dei bambini ma per promuovere una buona alimentazione. Ora il cibo buttato diminuirà di molto.

     

    CHI DICE CHE E’ SBAGLIATO CHE I BAMBINI SCELGANO?

    L’ASL, e probabilmente il buonsenso. Il servizio che viene fatto alla mensa scolastica non deve essere confuso con quello che fa un ristorante. I bambini non possono scegliere – assecondando capricci o desideri – cosa mangiare di giorno in giorno. Devono seguire un menù fisso pensato per aiutarli a scoprire cibi e sapori salutari e supportando la loro crescita.

    Le linee guida per realizzare i menù scolastici ASL al punti 6 dicono:

    per il perseguimento di obiettivi di educazione alimentare in età evolutiva, finalizzata alla prevenzione degli squilibri nutrizionali, è necessario che il menù sia unico e non preveda alcun tipo di alternativa se non in casi di diete per situazioni speciali come: allergie/intolleranze alimentari, patologie che richiedano regimi alimentari specifici, stati transitori di malessere e/o convalescenza di stati patologici

     

    NON DANNEGGIA LE FAMIGLIE?

    La scelta fatta dalla Commissione Mensa e realizzata dall’Amministrazione Comunale va nella direzione di fare il bene degli studenti, favorendo la giusta educazione alimentare.

    Per casi particolari in cui il rischio è di far digiunare il bambino si è convenuto di permettere un po’ di elasticità aggiungendo alle condizioni per cui è possibile richiedere la pasta in bianco (e contenute sempre al punto 6 delle linee guida ASL) la dichiarazione scritta del genitore.

     

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