• 27.05.2013 – 27.05.2015

    Quando abbiamo preso coscienza della cosa ci trovavamo nell’atrio della scuole elementari, al primo piano. Era lunedì 27 maggio 2013. Dopo aver messo in colonna i dati che arrivavano dai seggi elettorali è bastata una parola di Luciano, l’ex segretario del PD incaricato di monitorare la situazione, per capire che avevamo (a sorpresa, almeno per me) raggiunto il risultato.

    È da grande corridoio, davanti alle seconde e alle prime delle elementari di Manerbio, che è partita la nostra avventura amministrativa in un comune con più di 20 milioni di euro di mutui contratti, un disavanzo di circa 2,2 milioni e 700 mila euro di debiti fuori bilancio. In questi due anni abbiamo lavorato per mettere i conti al sicuro e ricostruire il senso di comunità che la nostra città ha perso da qualche tempo. Poche ore dopo eravamo nell’Aula del Consiglio Comunale. Il presidente del seggio 1 ha letto i risultati riepilogativi, ha proclamato sindaco Samuele e istintivamente, a partire dalle donne della lista, le nostre mani si sono intrecciate e ci siamo fisicamente fatti carico delle responsabilità che gli elettori ci avevano affidato con quel voto, tutti insieme. Ancora non si sapeva chi avesse ottenuto sufficienti preferenze per entrare in Consiglio e forse nemmeno ci interessava.

    Non voglio parlare dei risultati che abbiamo ottenuto (c’è una sezione apposta su questo blog!) o degli errori che abbiamo commesso per inesperienza.  Quello che credo sia importante è che oggi, ventiquattro mesi dopo, siamo ancora tutti qui e ci mettiamo la faccia, nel bene o nel male.

    Prima lanciarci nella corsa del Palazzo Luzzago quasi nessuno conosceva gli altri componenti della lista. Il comitato che aveva elaborato la rosa di nomi, nato dal Partito Democratico manerbiese ma aperto anche ai semplici cittadini, aveva scelto sedici consiglieri e un sindaco sulla base della propria storia e scommettendo su quello che avrebbero potuto dare a Manerbio. Cinque esterni sono stati poi scelti dal sindaco per far parte della Giunta, in caso di vittoria. Due anni dopo la squadra si è amalgamata e non solo abbiamo ben amministrato: sono nati rapporti di amicizia e siamo cresciuti umanamente, politicamente e professionalmente.

    Questa è la cosa più importante di un cammino che fino ad oggi è stato costellato da gioie e arrabbiature, soddisfazioni e delusioni ma sempre con un solo obbiettivo: fare bene, insieme.

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