• Perché festeggiamo il 2 giugno?

    Lo scorso weekend si sono tenute le attività organizzate per la Festa della Repubblica. È stata la prima volta che le iniziative sono state così tante (ben tre) e possiamo dire oggi che siano andate tutto per il meglio, soprattutto considerando la concorrenza di altri concerti negli stessi giorni ed orari.

    Quando mi sono insediato, nel maggio 2013, non c’erano attività organizzate in modo ricorrente per questo anniversario. È nata quindi l’idea negli anni successivi di provare a costruire un pezzettino alla volta qualcosa che potesse coinvolgere tutti. È andata molto bene nel 2015, quando era stata l’occasione per la Chiusura del Pedibus e l’iniziativa con i writers (ne avevo parlato QUI), è andata altrettanto bene quest’anno dove il nostro calendario di attività ha assunto contorni più…istituzionali.

    Cosa abbiamo fatto?

    Quest’anno abbiamo scelto di cominciare dal principio, letteralmente. La nostra Repubblica affonda le sue radici nella Resistenza, cioè nel fenomeno di rifiuto del fascismo e del nazismo da cui è partito il processo di liberazione italiana. Per questo motivo venerdì 31 marzo il prof. Roberto Tagliani, docente universitario alla Statale di Milano e animatore delle Fiamme Verdi di Brescia, ha presentato i Quaderni del Ribelle. Si tratta di una piccola pubblicazione realizzata nelle scorse settimane dall’associazione partigiana che rappresenta. All’interno di questo cofanetto sono contenuti oltre una decina di fascicoletti monotematici, scritti tra il 1944 ed il 1945, che provano a rispondere ad una domanda non banale: che Italia costruire dopo la caduta del fascismo?

    Sabato sera il Coro sotto la Torre ha voluto donarci il suo talento. Si è esibito assieme al Fast Finger Sax Quartett, composto da ragazzi tra i 16 e 18 anni, ripercorrendo attraversi alcuni canti popolari la storia della nostra Repubblica.

    Infine domenica mattina abbiamo cominciato questa giornata di festa con la Manfredini Junior Band e gli studenti del Musicale della “A. Zammarchi”. Con solennità e dedizione hanno sottolineato l’importanza della ricorrenza, eseguendo numerosi brani e riscuotendo un grande successo. In queste occasioni mi piace sempre ricordare quanto la musica sia importante nel percorso di crescita dei cittadini: insegna la dedizione e l’impegno che porta a risultati. Fa capire come le rinunce a volte sono necessarie per crescere e che serve sapersi dare disciplina e priorità. Fa toccare con mano che le cose belle si costruiscono necessariamente insieme e che dalla fatica di tenere assieme sensibilità, talenti e caratteri diversi nascono cose straordinarie, non solo sotto il profilo artistico. È di questi giovani il futuro del nostro paese!

    Perché è importante festeggiare il 2 giugno?

    La Festa della Repubblica non è soltanto una parata di divise, medaglie e soldati. Può e deve essere soprattutto un pungolo per tutti e in particolare per chi si impegna in Politica. Il 2 giugno 1946 il Referendum non si svolse in un clima sereno ed i mesi successivi furono comunque mesi di tensione. Da quella data è cominciato il periodo stimolante e complesso che ha portato alla nascita della Costituzione Italiana.

    Festeggiare il 2 giugno significa ricordare questo percorso, i suoi protagonisti, ma soprattutto vuol dire ricordare quanto grande sia ancora oggi lo scarto tra l’Italia immaginata dai costituenti e quella che siamo stati capaci di realizzare in oltre 70 anni. La nostra Costituzione disegna una Repubblica libera, solidale, egualitaria, accogliente: un quadro ben diverso da ciò che ognuno di noi ha vissuto, nella propria vita. E non è vero che le colpe siano sempre di altri, così come non spetti noi trovare le soluzioni.

    Tante delle parole scritte in quel documento e ancora lontano dal realizzarsi non si sono tradotte in realtà più per le condotte di ognuno di noi. Possiamo fare tanto, anzi tantissimo, ogni giorno, nel nostro piccolo, per rendere migliore il posto in cui abitiamo e la vita di chi ci incontra.

    È, infondo, una scelta impegnativa e difficile tanto quanto lo fu quella fatta da milioni di italiani il 2 giugno 1946.