• 25 Aprile a Brescia e a Manerbio

    5 cose belle del mio 25 aprile

    Ieri ho partecipato sia alla Cerimonia per il 70° anniversario della Liberazione di Manerbio, che ho dato una mano a organizzare, sia a quella in Piazza Loggia a Brescia, dove ho rappresentato il mio Comune. È stato il mio modo di festeggiare i 70° anni di libertà che persone normali (con tanto coraggio e la schiena dritta, ma normali) ci hanno permesso di vivere. E di questo 25 aprile voglio raccontarvi le belle cose che mi sono piaciute:

    1. La Partecipazione

    È vero e lo dico subito: le piazze erano piene, ma rappresentano sempre una percentuale minoritaria della popolazione. Dovremmo poterne riempirne dieci così, perché la presenza di cittadini sia proporzionata all’importanza della data. Ma anche questo risultato (Piazza “A. Moro a Manerbio e Piazza Loggia a Brescia piene) non erano scontate e dimostrano che di gambe disponibili a far camminare oggi i valori della Resistenza ce ne sono ancora molte.

     

    1. L’Essere insieme

    Tante volte chi amministra si trova ad assecondare il proprio campanile, dimenticando che siamo tutti italiani prima ancora che manerbiesi, lenesi, gardonesi o lumezzanesi. Ieri chi ha  voluto esserci ha mandato un messaggio importante: nonostante le appartenenze politiche diverse e la distanza geografica che separa i nostri comuni dal capoluogo abbiamo voluto essere a Brescia per testimoniare che tutta la provincia, INSIEME, ricorda la lotta di Liberazione e si riconosce nell’antifascismo.  Mi spiace solo che a Manerbio i gruppi consiliari di minoranza non abbiano partecipato.

     

    1. La Tenerezza

    Rosy Romelli, che a 14 anni è salita sulle montagne di Sonico, è stata di una tenerezza commovente. Lei, che ha subito la prigionia e ha conosciuto le botte vere, ha abbracciato tutta la piazza per festeggiare la fine della dittatura mentre suonavano le stesse campane che 70 anni fa annunciavano la Liberazione. Ha detto tante cose buone ma una davvero sacrosanta: “Basta lamentarsi per il buio: ognuno accenda la sua piccola luce per illuminare il futuro”.

     

    1. Il discorso di Alberto Manzoni

    In Piazza Loggia dopo gli “anziani” hanno preso la parola a due ragazzi, Silvia Toti per l’ANPI e Alberto Manzoni per le Fiamme Verdi. Il discorso di Alberto mi ha toccato. Raccoglie l’eredità dei Ribelli per Amore e ricorda a noi ragazzi che abbiamo bisogno di mettere da parte gli egoismi e l’individualismo per costruire in prima persona un Paese solidale ed operoso, generoso e severo. Quello per cui i partigiani con cui abbiamo condiviso il palco hanno lottato.

    Haaggiunto una cosa intelligente ma non semplice: ha guardato i partigiani e gli ha detto che non possono essere considerati eroi irraggiungibili. Se si dimentica che sono uomini e donne coraggiosi ma normali, rischiano di diventare un alibi per la nostra vita futura.

     

    1. Gli Amici

    Che ci fossero degli amici tra il pubblico o al mio fianco – sia a Brescia che a Manerbio –  mi ha fatto in particolare piacere.  A Manerbio Enrico, Fabio e Gabriele hanno prestato la propria voce ai partigiani che “sono andati avanti” e hanno letto una propria riflessione. A Brescia Luca mi ha fatto la cortesia di sostenere il gonfalone del comune,  Filippo era con me nella sfilata degli amministratori mentre Simone e Nicola erano tra il pubblico.

     

    La manifestazione si è sciolta dopo che due musicisti (una è la prof.ssa Maratti dell’Istituto Comprensivo di Manerbio) hanno suonato Bella Ciao ad una piazza che l’ha cantata scandendo il tempo con entusiasmo.