6 percorsi per scoprire con PinAC la creatività

Le due scuole primaria di Manerbio, la statale e la paritaria “S. Angela Merici”, stanno partecipando ad un progetto realizzato dalla PinAC – la Pinacoteca dell’Età Evolutiva Aldo Cibaldi – e finanziato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Manerbio.

Saranno realizzati 6 percorsi artistico-espressivi in altrettante classi, che hanno l’obiettivo i mettere i bambini e le bambini nella condizione di esprimersi pienamente, senza limiti e tirando fuori tutto quello che hanno dentro. Diverse ricerche stanno dimostrando una riduzione della creatività negli studenti, un fenomeno che la pandemia ha peggiorato con danni che potremo capire solo più avanti, nei prossimi anni.

Per questo motivo ho ritenuto fosse importante portare a Manerbio la PinAC per costruire con loro un percorso che aiutasse bambine e bambini a coltivare la propria fantasia in maniera genuina, riflettendo in modo leggero ma non per questo superficiale sul rapporto tra identità, corpo ed emozioni. Il Comune di Manerbio istruzione ha coperto al 100% i costi di realizzazione del progetto, che è stato quindi gratuito per le scuole e le famiglie manerbiesi.

I lavori realizzati dagli alunni delle scuole saranno poi organizzati in una mostra – una delle più grandi seguite dalla Pinacoteca per numero di bambini e opere coinvolti – visitabile dalla cittadinanza.

Quali sono i 6 percorsi?

  • METICCIATI

Il laboratorio prevede un percorso legato al corpo come combinazione di dettagli provenienti da identità diverse: attraverso la tecnica del collage le figure umane ricavate dalla stampa patinata vengono decontestualizzate, smontate e poi ricomposte liberamente in immagini nuove che ne valorizzano le  unicità, differenze e le combinazioni. Le figure appaiono frammentate e presentano diversi tratti del viso, tonalità della pelle, acconciature e vestiti. Come l’identità di ogni persona, i ritratti realizzati dai partecipanti saranno i risultati di incontri, mescolanze, accostamenti di sagome di carta.

  • CI STIAMO TUTTI

ll laboratorio gioca sulla condivisione di un luogo comune, nel diritto al proprio spazio e nel rispetto di quello degli altri. I bambini si eserciteranno a fare posto, modificando qualcosa di sé stessi, del proprio corpo, per imparare le posture dell’accoglienza. In una seconda fase ognuno di loro disegnerà sé stesso attraverso la tecnica del pastello ad olio sulle pagine di quotidiani. L’insieme dei corpi di tutti, che nel totale formeranno un ambiente collettivo, costituirà la grande pagina che mescola in un’unica immagine l’ingombro spaziale di ognuno.

  • CI METTO LA FACCIA

L’attività propone un percorso sull’autoritratto realizzato sul retro di un cartoncino riflettente. Ogni bambino disegnerà il proprio volto individuando due colori che lo rappresentano. Tramite un’incisione la faccia di ognuno sarà sollevata rendendo la superficie tridimensionale. Infine, ogni ritratto individuale entrerà in un’installazione collettiva di tanti volti relazionati dalla superficie riflettente del supporto. L’insieme costruirà una folla fatta da tante personalità diverse che si rispecchiano vicendevolmente.

  • SONO UNA CASA!

Se fossimo una casa e potessimo avere una porta di ingresso di quali e quante stanze saremmo composti? E se la nostra casa avesse un piano dedicato alle emozioni quale stanza mi piacerebbe esplorare? Giocando con le analogie tra una casa e il nostro corpo costruiremo la nostra casa interiore, la arrederemo, la esploreremo, ne conosceremo gli abitanti. Il percorso sarà composto da un momento iniziale di immaginazione e racconto al seguito del quale ognuno sceglierà un’emozione e realizzerà la propria stanza e chi ci ha incontrato dentro, utilizzando cartoncino, acquarelli e fogli di acetato. L’insieme delle costruzioni trasformerà la classe in un piccolo paese in cui poter intravedere dalle finestre delle abitazioni le nostre emozioni e quelle degli altri.

  • DENTRO ME

Ci interrogheremo sui nostri corpi, su quello che si vede e quello che non si vede, su come ci immaginiamo il dentro e su come siamo abituati a rappresentarci. Di che colore è la nostra pelle? Che differenza c’è tra il dentro e il fuori? Come immaginiamo gli organi che muovono la macchina umana? Trasportiamo queste riflessioni nella realizzazione di ritratti dei nostri corpi su fogli neri e fogli di acetato che ci permettono di disegnare contemporaneamente il sotto e il sopra. I ritratti corporei che ne risulteranno costruiranno tutti insieme piccole radiografie immaginarie della classe.

  • MI LEGGO LA MANO

Siamo abituati a pensare che il viso sia ciò che racconta più di noi, che ci identifica. Ma cosa raccontano di noi, i nostri piedi o le nostre mani? L’attività propone un percorso di ritratto fantastico. Partendo dalla riproduzione delle linee della mano che estrapolate dal contesto si trasformano in strade, ad ognuno verrà chiesto di scegliere quali strade proseguire e quali abbandonare. Le scelte fatte diventeranno il punto di partenza per raccontare qualcosa di noi attraverso il disegno. La sovrapposizione dei disegni realizzati con carta carbone e fogli da lucido racconterà i processi di scoperta e i disegni nascosti nelle mani di ognuno.

La PInAC è un museo dinamico internazionale che raccoglie, studia e promuove l’espressività infantile. La collezione storica è unica nel suo genere in Italia e in Europa e rappresenta un ponte ideale con i bambini e i popoli del mondo intero: fondata da Aldo Cibaldi negli anni Cinquanta, conta oggi circa 8.000 opere provenienti da 79 Paesi.

La Pinacoteca è anche un centro di sperimentazione creativa che sostiene il diritto all’espressione e all’arte per tutti i bambini, le bambine e gli adulti interessati. Collabora con artisti, pedagogisti, filosofi, insegnati e studenti di diversi ordini di scuola nella prospettiva di un sistema formativo integrato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *