• Accuse vere come una banconota da 1€

    La scorsa settimana – provocatoriamente – il Partito Democratico di Manerbio aveva ricordato come si è arrivati alla decisione di costruire un polo logistico in un’area industriale ricordando che tra chi oggi contesta la scelta c’è anche chi ha delle responsabilità nella trasformazione dell’area da agricola a produttiva.

    Alla fine di quel percorso abbiamo fatto delle domande all’opposizione. Visto che erano stati sostenitori del macello  – che invece sarebbe stato costruito su un’area agricola – chiedevamo da dove arrivasse tutta questa preoccupazione del consumo di suolo.

    Questa settimana è arrivata la loro risposta. Ovviamente non hanno soddisfatto la nostra curiosità, ma la loro portavoce – che ormai si esprime su qualsiasi argomento con grande dimestichezza, dai rifiuti ai piani urbanistici – ha deluso le nostre aspettative.

    Cristina Cavallini ha invece scelto di colpire sul personale citando tre cose (non vere) sul mio conto, che nulla c’entrano con il Polo Logistico ma che qui rispedisco al mittente e provo a smentire.

     

    • Sei (sono!) stato un esponente provinciale di un partito di centrodestra che all’epoca approvò il macello e sosteneva la Giunta Meletti

    Questo è più un problema dell’ex partito, che mio!

    Dal giugno al dicembre 2011 sono stato tesserato a Futuro e Libertà per l’Italia (o FLI), partito di cui non ho rinnovato la tessera nel 2012. Sono intervenuto ad un congresso su invito della stessa Cristina Cavallini, che era membro del coordinamento provinciale, e ad un altro lei mi ha inserito nel coordinamento provinciale dei giovani. Peccato che non abbia mai partecipato attivamente, proprio perché non ero interessato alla cosa. Nominalmente parte del gruppo sempre per pressione della Cavallini ho partecipato ad una o due riunioni, forse. A livello comunale invece è stato un periodo in cui seppur non sia cresciuto politicamente ho conosciuto delle belle persone, e con qualcuno ancora oggi collaboro.

     

    Che FLI sostenesse la Giunta è cosa nota, facendone parte il coordinatore comunale. Io avevo una posizione un po’ diversa e mi spiace che Cristina Cavallini lo abbia dimenticato. La mia bacheca facebook – che non posso alterare – questa storia la racconta. Basta dare un’occhiata.

    Sulla questione Macello mi risulta di essere sempre stato cauto. Non ho escluso a priori il progetto, perché credo serva sempre entrare nel merito, ma ero molto perplesso per due motivi: l’uso di un terreno agricolo e non urbanizzato e la scelta di dar credito ad un’azienda che presentava poche garanzie serie.

    Esiste una bella differenza tra il Macello, che sarebbe sorto in variante al PGT su un terreno agricolo con alle spalle un’azienda senza garanzie, ed un polo logistico conforme al PGT di Manerbio e con un’azienda di 3.200.000€ di capitale sociale.

    FLI poi ha fatto parte del terzo polo, del gruppo di partiti centristi ed europeisti (e qui sì, c’è un po’ di differenza tra chi oggi è sovranista, un modo pomposo per dire nazionalista) che ha sostenuto Mario Monti alle elezioni del 2013.

    Aggiungo che basta scorrere la mia bacheca per vedere come nel 2012 ho sostenuto Pisapia per le elezioni comunali milanesi e – per spirito di lealtà – Bersani nel 2013. Una scelta un po’ anomala per uno di centrodestra, no?

     

    • Ci risulta (risulto!) passato nelle file del PD in cambio di un assessorato e di un’indennità

     

    Prima di ricordare le date ed i passaggi faccio una premessa: dire questa cosa è brutto, molto brutto. Significa svilire la maturazione politica di una persona e credere che abbia fatto una scelta solo per soldi e cariche. Non è così.

    Spiace ancora di più se consideriamo che non sono io l’ex assessore che ha dimostrato di tenere più ai posti che ai valori. Lo stesso ex assessore di centrodestra che nella sede del Partito Democratico di Manerbio ha chiesto un posto (da assessore) e – quando ha ricevuto un rifiuto – si è candidata contro il partito a cui chiedeva ospitalità. Anche di questo passaggio è rimasta traccia e quindi è dimostrabile.

     

    Tornando a me.

    Beh, chi fa quell’accusa mi conosce bene e ha conosciuto quella fase della mia vita. Mente sapendo di mentire.

    Nel 2012 infatti ho deciso di non rinnovare la tessera di FLI. Il percorso che avevo cominciato con entusiasmo il giugno 2011 si è piano piano arenato e nell’autunno dello stesso anno ho capito che quel partito non era il mio posto (scrivendolo pubblicamente).

    Qualche mese dopo ho cominciato a frequentare il PD di Manerbio. Sono intervenuto come relatore in una delle serate della Festa Democratica e ho servito in un’altra come volontario. Nel 2012, quando l’Amministrazione Meletti era nel pieno delle sue forze, i democratici all’opposizione e nulla lasciava pensare che si sarebbe giunti al voto nel 2013. Anzi, l’idea è che si sarebbe rischiato di finire ancora in minoranza.

     

     

    Nel settembre del 2012 ho deciso di sostenere Matteo Renzi alle primarie per la scelta del leader della coalizione di centrosinistra e da lì il percorso di avvicinamento si è fatto sempre più stretto. Mi sono adoperato come volontario, ho votato alle primarie per la scelta dei parlamentari nel dicembre 2012 e ho fatto campagna attivamente per il centrosinistra alle elezioni politiche e regionali del 2013.

    Il Sindaco del nostro gruppo per le elezioni comunali è stato trovato nell’aprile di quell’anno e a fine mese sono stato scelto per essere presentato come assessore in caso di vittoria. L’iscrizione al PD l’ho fatta infine nel luglio del 2013.

     

    Quindi, mettendo in fila le date, diventa evidente che ho fatto la mia scelta in un momento in cui comportava uno svantaggio, senza che non i fosse promesso nulla in cambio.

    Parlano i fatti, che smontano le accuse vere come una banconota da 1€