• Olocausto, Cultura, Manerbio, Installazione

    27.01.1945 – 27.01.2015

    La Giornata della Memoria sta assumendo una connotazione sempre più ritualistica. E come ogni rituale si svuota  del significato profondo che dovrebbe caratterizzarla. La legge con cui il Parlamento il 20 Luglio del 2000 decise di istituirla scelse il 27 Gennaio,  data in cui furono aperti i cancelli di Auschwitz, come giornata dedicata al Fare Memoria. Ed il testo della l.n. 211/2000 focalizza l’attenzione su due elementi: il ricordo di quanti si sono opposti – anche a rischio della propria vita – alle persecuzioni ed all’attuazione dello sterminio finale e l’attenzione a riflettere non tanto sulla Shoah in generale ma in relazione alla persecuzione italiana di ebrei e dissidenti.

    La Giornata della Memoria e più in generale il tema dello Sterminio si sono identificati profondamente con l’ecatombe del popolo ebraico e spesso finiamo per dimenticare le tante altre categorie vittime della persecuzione nazifascista: le persone affette da disabilità, gli omosessuali, i rom, i senza tetto, gli zingari, le prostitute, i testimoni di Geova, i dissidenti politici  e gli emigrati tedeschi riacciuffati con  l’inganno: Tanti triangoli che componevano il tetro arcobaleno della popolazione dei campi di sterminio.  Impegnati nel ripagare un ideale debito nei confronti degli ebrei abbiamo risolto la pluralità di vittime della soluzione finale nella categoria più colpita ed allo stesso tempo che ci da meno fastidio.

    Continua a leggere

  • Carlie Hebdo, Giovani, Terrorismo, Francia, Brescia

    I giovani mussulmani e la foglia di fico della Jihad

    Ora che i riflettori sulla strage parigina si sono spenti e Charlie Hebdo è finito nel dimenticatoio, rimane una domanda di fondo a cui un ragazzo di ventitre anni fatica a trovare una risposta: cosa spinge tanti ragazzi ad abbracciare la causa della Jihad?

    In generale – almeno dalle ricostruzioni fatte da alcune inchieste – i mujahidin del terzo millennio hanno background con alcuni elementi in comune. Sono immigrati di seconda generazione, formalmente cittadini a pieno del paese in cui sono nati ma Continua a leggere