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    CambiaMenti in…punta di piedi

    Stamattina ho partecipato all’iniziativa CreativaMente, prima giornata di restituzione del lavoro fatto all’Istituto  superiore “B. Pascal”  per il progetto Scuola21 e finanziato dalla Fondazione Cariplo.

    La cosa che per prima ho apprezzato è il fatto che non si trattasse di un convegno tradizionale. Uno di quelli in cui i relatori (tra cui il sottoscritto) fanno prediche buonistiche e con un bassissimo grado di concretezza e che coinvolgono gli studenti tanto quanto li coinvolgerebbe la proiezione di un film di retrospettiva russa.

    Si torna sui banchi di scuola!

    Appena arrivati siamo stati divisi ed invitati a sederci ai tavoli tematici preparati dagli studenti. Ogni relatore si è confrontato – dopo una prima presentazione generale – con un gruppo di circa sei studenti, tre della 3C ITT (ex ITIS per gli over20) e tre della 3C Liceo Scientifico.  Io ho partecipato al tavolo di lavoro sulle azioni concrete e pratiche da proporre agli studenti, coordinato da Matteo e a cui hanno partecipato (in ordine rigorosamente sparso) Jasmine, Andrea, Dennis, Guglielmo e Patrick. Si è aggiunto in coda il prof. Mazza, che è l’ideatore del progetto.

    Nonostante spesso ci siano forti pregiudizi, i ragazzi dell’ITT hanno partecipato attivamente e non hanno fatto mancare proposte (i liceali sono bravi, non serve ricordarglielo). Da parte mia ho fornito loro i dati sui consumi del Comune e delle scuole di Manerbio. Gli ho raccontato dell’esperienza positiva di un comune bresciano in cui attraverso la sensibilizzazione (hanno acquistato adesivi per 86€) hanno abbattuto di 1/3 le spese per le utenze degli edifici pubblici e gli ho citato tra i nostri impegni per promuovere stili di vita salutari e sostenibili anche l’ambizioso progetto del Pedibus. ho raccontato loro anche dell’installazione del nuovo impianto d’illuminazione LED di via Roma e dei benefici che porterà.

    Da parte loro i ragazzi hanno cominciato a proporre un intervento analogo nella scuola (ma i costi  ci ha informato il prof. Mazza verrebbero ripagati dal risparmio solo dopo molti anni visto il limitato uso che si fa degli spazi. Mancano vantaggi pratici che motivino un investimento significativo). L’Istituto Pascal in questo momento sta concludendo l’adeguamento dell’impianto elettrico e  sostituirà l’illuminazione della Palestra con lampadine a basso consumo energetico.

     

    Belle idee, ma poi?

    La rappresentante di Cauto ha suggerito ai ragazzi di farsi portavoce e testimonial dei progetti intrapresi da scuola e amministrazione comunale sensibilizzando i propri coetanei. C’è stata qualche (legittima) perplessità sull’effettiva autorevolezza che gli altri studenti avrebbero potuto riconoscergli (questione se non sbaglio posta da Andrea) ma non l’abbiamo scartata a priori, anzi: ho rilanciato proponendo che siano i “volti umani” della sensibilizzazione al risparmio di risorse ed energie. Potrebbero stimolare la creazione di slogan e disegni raccogliendo poi i lavori prodotti ed aiutandoci a realizzare degli adesivi.

    Gli studenti dell’ITT (Andrea, Dennis e Guglielmo) hanno raccontato del progetto a cui lavorano: stanno disegnando contenitori per la raccolta rifiuti che siano funzionali e riescano ad essere più “attraenti” invogliando gli studenti ad utilizzarli (ad esempio dando al contenitore dell’alluminio la forma di una grande lattina di coca-cola).

    Il prof. Mazza ha messo a disposizione gratuitamente dei regolatori di flusso che permettono di risparmiare sul consumo di acqua. A parità di volume aumentano la percentuale di aria non cambiando il risultato finale che si ottiene ma scongiurando sprechi. Ed a questo proposito, lo ripeto a beneficio dei circa 7,2 miliardi di umani che non erano al tavolo con noi oggi, potrebbe essere un’ottima trovata pubblicitaria se gli alunni li installassero vestiti da Super Mario & Luigi. Strapperebbero un sorriso e sicuramente attirerebbero l’attenzione sul loro intervento.

    Purtroppo il tempo è scaduto quando la discussione ha cominciato ad entrare nel vivo e la timidezza iniziale degli studenti era svanita. Con la conclusione di questa prima fase del progetto (gli incontri di oggi erano l’approdo di un percorso durato mesi) si apre invece la seconda: quello in cui dagli spunti emersi oggi da ogni tavolo di lavoro si comincia a passare ad azioni concrete da mettere in campo e se ne misura l’efficacia.

     

    Cosa ho imparato?

    In primis che i ragazzi si sono impegnati sul serio a capire quale può essere il loro contributo (od almeno i miei sei compagni di banco). Non è stato il contentino per il professore, hanno davvero provato a trovare soluzioni ed idee in un contesto abbastanza ingessato com’è quello della scuola. Di solito se non puoi ridurre l’orario di accensione delle luci e non puoi cambiare la tipologia di corpi illuminanti ti arrendi, non è che si possa far molto.

    La seconda cosa che ho imparato è che hanno i piedi per terra. Non si fanno trip mentali passeggiando tra unicorni arcobaleno e partite alla Holly e Benji. Sanno che non è semplice e si pongono il problema della propria autorevolezza agli occhi dei coetanei, soprattutto se si fan portavoce di iniziative legate all’ambiente che al momento non è percepita come la cosa più figa che esista.

    La terza è che dovrebbero esercitarsi un po’ più nel disegno a mano libera. Il cartellone era troppo vuoto e bianco per trasmettere quanto bella e genuina sia stata la discussione interna al gruppo.