• No slot, Manerbio, GAP, Fabrizio Bosio

    Contro il gioco d’azzardo

    Ieri il Sindaco ha firmato l’ordinanza che da attuazione al regolamento contro il gioco d’azzardo patologico. Dopo un lungo e travagliato percorso eravamo arrivati da approvarlo nel marzo dello scorso anno, a poche settimane dalla fine del nostro primo mandato amministrativo. Ne avevo parlato in QUI, in questo post.

    Perché combattere il Gioco d’Azzardo a Manerbio?

    Potrei portare tante ragioni diverse: il fatto che siamo uno dei comuni con il maggior numero di casi certificati di ludopatia, il questionario (QUESTO) che è stato compilato dagli studenti dell’IISB. Pascal” che racconta di una familiarità preoccupante dei giovani con il gioco d’azzardo. Scelgo però di parlare di numeri:

    • In Italia si giocano a testa in media 1185 euro l’anno. A Manerbio la cifra pro capite è di 1878 euro, quasi il doppio. Bisogna sempre ricordare che in queste statistiche sono inclusi TUTTI gli abitanti, compresi bambini e inabili.  
    • Nella nostra città vengono in media giocati 24,54 milioni di euro l’anno, una cifra impressionante (Leno ad esempio ne gioca 10,7 milioni).

    Cosa pensiamo di fare?

    Abbiamo dato attuazione al regolamento con un’ordinanza che definisce le fasce orarie in cui è vietato giocare. Lo schema che abbiamo mutuato è quello utilizzato da diversi comuni (il più famoso dei quali è Bergamo) che hanno approvato questi stessi atti, riuscendo superare le forche caudine del TAR (il Tribunale Amministrativo Regionale), ottenendo risultati importanti nel contrasto del gioco d’azzardo. Non sarà possibile giocare:

    • dalle 07.30 alle 09.30
    • dalle 12.00 alle 14.00
    • dalle 19.00 alle 21.00

    durante questi orari sarà proibito scommettere, giocare a slot machine o VLT.

    Pensiamo di aver risolto il problema?

    No. Questa ordinanza non risolverà tutti i nostri problemi. Non guarirà chi soffre di ludopatia, non eviterà alle persone fragili di rischiare di cadere in questa spirale autodistruttiva. Ci offre però uno strumento. Per quanto piccolo, inadeguato e limitato.

    Ora anche il Comune è impegnato sul serio nel contrasto a queste nuove forme di dipendenza, anche grazie ad un percorso fatto con l’aiuto del comitato di cittadini Game Over.

    Adesso comincia la sfida, ad ogni livello: accanto alla repressione serve costruire una cultura della Responsabilità e della Prevenzione. Un qualcosa che possiamo ottenere solo un patto educativo che attraversi la comunità e coinvolta tutti, nessuno escluso.

    Per avere più informazioni sul contrasto al gioco d’azzardo ho costruito QUESTA pagina con qualche riferimento.