• Teatro

    Perché un corso di Teatro?

    Qualche tempo fa alcuni membri della compagnia teatrale Chèi de Manerbè  (quella fondata dal Memo, per capirsi) mi hanno chiesto un incontro.

    Mi hanno proposto di organizzare insieme un corso di teatro per provare a rilanciare il gruppo allargando il tipo di attività (che oltre al dialetto includerebbe anche l’italiano) e provando ad avvicinare nuove persone alla compagnia teatrale.

    Il costo del corso che proponevano – tenuto da Giorgio Barlotti, attore di successo – era sicuramente poco per la qualità e il tipo di attività ma in termini assoluti difficili da sostenere. Con un po’ di impegno e nella convinzione che fosse una cosa importante da fare siamo riusciti a trovare la quadratura possibile per partire.

    Perché per me è una buona cosa organizzare questo corso?

    • Per diffondere la Cultura Teatrale

    La nostra città ospita un teatro che è un punto di riferimento nella Bassa Bresciana. Il Politeama (QUI il sito con la programmazione) ha organizzato quest’anno la sua XX° stagione teatrale e rappresenta una presenza fissa. Si è consolidato un gruppo di affezionati ma credo ci siano margini per allargarlo: un gruppo teatrale locale rappresenterebbe terreno fertile per nuovi appassionati e con la sua attività, lungo l’anno, potrebbe contribuire a coltivare negli altri manerbiesi l’interesse e la passione per il Teatro.

     

    • Per offrire un’occasione di crescita

    Un corso teatrale di questo livello e ad un prezzo così basso (sotto trovi tutte le informazioni) si trova difficilmente in giro. Mettersi alla prova in questo campo è impegnativo ma può dare grandi soddisfazioni personali e aiutare a crescere in tanti altri settori. Sul palcoscenico si imparano tante cose che poi – ogni giorno – possono essere spese nella vita professionale.

     

    • Per ridare ossigeno a Chèi de Manerbè

    La compagnia è nata grazie al carisma e all’impegno di Memo Bortolozzi, a cui è stato dedicato il nostro Piccolo Teatro. La sua scomparsa ha duramente segnato la compagnia e ha rischiato di far calare il sipario. Il loro impegno a tenerne viva la memoria ha mantenuto le fila del gruppo, ma il ruolo di Chèi de Manerbè non può essere solo quello di ricordare il Memo ogni Novembre, anzi! Quale miglior modo di ricordarlo se non continuando la propria attività ordinaria e iniziando nuove persone a questa passione?

     

    • Per ridare ossigeno a Manerbio

    Manerbio sta uscendo a fatica dal guado in cui da qualche tempo si era infilato. Le attività culturali non mancano e sono tante per numero e tipologia. Abbiamo potenziato la biblioteca, aumentato l’attività del Museo, ne abbiamo arricchito la collezione e cominciato collaborazioni con università e associazioni nazionali per valorizzare il nostro patrimonio storico ed artistico.

    Ora serve cambiare passo anche sul Teatro, e questo corso può rappresentare l’inizio di un qualcosa che dia una mano a rafforzare il ruolo di Manerbio come capitale della Cultura nella Bassa Bresciana. Più siamo a lavorare per il paese meglio è!

     

    Il corso si terrà per 8 venerdì a partire dall’11 marzo, dalle 20.30 alle 22.30

    Il costo è di 20€ a persona totali per tutti e due i mesi di attività.

     

    Sono disponibili 15 posti e le prenotazioni possono essere fatte, con il versamento dei 20€, in Biblioteca in questi giorni:

    • giovedì 18 e 25 febbraio dalle ore 19.00 alle 21.00
    • venerdì 19 e 26 febbraio dalle ore 15.00 alle 17.00
    • Sabato 20 e 27 febbraio dalle ore 10.00 alle 12.00

     

    Ma chi è l’insegnante?

    Giorgio Barlotti. Diplomato all’Accademia Antoniana di Bologna ha debuttato con la compagnia de “I Giovani” sotto la regia di Giorgio de Lullo. Con “I Giovani” e sempre sotto la regia di Giorgio De Lullo, ha preso parte anche a “ Le donne di buonumore” di Goldoni , “ La dodicesima notte” di Sakeaspeare , “ Romeo e Giulietta” per la RAI. Ha vinto il premio per la migliore regia al 2° Festival Internazionale “ Salvo Randone” di Sciacca nel 1992. Fino al ’95 ha firmato la regia di numerose commedie di cui è anche stato interprete. Con la regia di Squarzina ha partecipato, nella stagione ‘95/96 , a “ Come prima, meglio di prima“ di Pirandello, con Marina Malfatti. Negli anni successivi ha lavorato prima con Lando Buzzanca, poi con Riccardo Garrone, Nino Castelnuovo, Valeria Ciangottini, Pamela Villoresi e ultimamente,nel giugno 2005, con Giuseppe Pambieri al teatro Greco di Taormina. A settembre sarà a Roma, chiamato da Riccardo Garrone, per interpretare con lo stesso Garrone “La Bottega del Caffè” di Goldoni.

     

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