• Cosa ne penso de L’Unità

    Qualche giorno fa è tornata in edicola dopo quasi un anno di silenzio l’Unità.

    Per salvare il Pd ha sacrificato Europa e ha investito risorse proprie, riportando in vita un pezzo di sinistra .

    Era credo chiaro a tutti che non sarebbe tornata L’Unità di prima. In primis perché la linea di prima editoriale ha fallito: ha generato una quantità enorme di debiti  senza riuscire ad arginare l’emorragia di lettori.

    La nuova versione è più aderente alla linea di partito. Anzi, è a tutti gli effetti un giornale di partito (lo indica il link diretto al sito del PD sul sito www.unita.tv).  È comprensibile, se si tiene conto le risorse che Renzi ha deciso di destinare a questo nuovo progetto.  Lo si fa con trasparenza e con l’onestà che altre testate, ben più di parte, non hanno nei confronti dei propri lettori.

     

    Cosa mi piace di questo giornale?

    • L’intento di essere positivo. Non bisogna essere ottimisti per forza, ma smettiamola di piangerci addosso! Con tutte le difficoltà che viviamo siamo ancora un paese meraviglioso. E se anche i mass media ci raccontano solo le notizie più scabrose, brutte e scandalose esiste tanto di buono da raccontare di quest’Italia. Penso all’articolo #antimafiacapitale, dove si racconta quella parte buona di PD, la maggioranza, fatta di amministratori onesti e di cittadini che ci mettono la faccia per cambiare le cose.

     

    • La voglia di camminare con le proprie gambe. La scelta di andare avanti senza finanziamento pubblico è coraggiosa in un momento così difficile per l’editoria.  Significa porsi come obiettivo di portare in edicola ogni giorno un prodotto capace di conquistare i lettori quanto basta per pagarne i costi di produzione.

     

    • L’impaginazione. È forse il motivo meno fondamentale per cui mi piace questo giornale. L’uso azzeccato degli spazi bianchi aiuta a focalizzare l’attenzione e non da il senso di asfissia della pagine in cui ogni minuscolo spazio è saturo di lettere.

     

    • L’interazione con i social network e il web. Proporre un abbonamento web ad un prezzo più basso della concorrenza e la forte presenza dei social network sul portale quanto sul cartaceo sono un elemento di innovazione. Qualcosa di simile ha provato a fare il Giornale di Brescia re-impostandosi quasi fosse un blog, probabilmente riuscendoci meno della nuova voce del Partito Democratico.

     

    • L’assenza di preclusioni. La scelta di pubblicare l’enciclica di papa Francesco è qualcosa di inusuale per l’Unità (aveva fatto qualcosa di simile Walter Veltroni) ed è uno stimolo importante. Perché alla fine non si può vivere sempre e solo nel proprio steccato.

     

    Aspetto ora ancora qualche numero per scoprire cosa c’è che non mi piace di questo giornale, nella speranza che il compito di portare una ventata di ottimismo e di essere voce del PD non degeneri in becera retorica di partito. 

     

Lascia un commento.