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    Cosa è successo al Bocciodromo?

    Al nostro arrivo, nel 2013, i conti non erano l’unica cosa disastrosa. Il piazzolo era in stato di forte degrado, la palestra di Piazza “A. Moro” era chiusa da anni e il Bocciodromo era in stato di completo abbandono. La squadra bocciofila si era dispersa tra i campi della bassa bresciana, e di quel passato rimaneva solo l’ingombrante ricordo. Reicordo testimoniato da una struttura vuota e vandalizzata a pochi passi dalle scuole cittadine.

    Cosa fare? La consapevolezza da parte nostra – dopo aver sentito anche qualche rappresentante della vecchia squadra – era che non si poteva tornare indietro. L’investimento necessario a rimettere il bocciodromo in funzione non avrebbe avuto senso per uno sport praticato da un numero di persone troppo basso per rendere sostenibile la struttura. Ci si sarebbe trovati punto e a capo. Servono almeno 4 corsie perché un bocciodromo possa ospitare delle gare, e produrre un indotto che riduca i costi di funzionamento. Quello di Manerbio era stato progettato solo 3 piste e non era possibile – se non a costi proibitivi – aggiungere la pista mancante. Ci si è rivolti allora alle associazioni per renderlo uno spazio di aggregazione. L’idea era di concederlo gratuitamente in concessione mettendo a carico di chi se lo sarebbe aggiudicato i costi di adeguamento. Dopo diverse riunioni è stato predisposto un bando poi andato deserto, a riprova che non c’erano i presupposti per replicare il successo della Palestra di Piazza “A. Moro”, che era stata assegnata alla UISP alle stesse condizioni.

     

    Alla fine si è manifestata un’idea: la possibilità di rendere quel posto un luogo per famiglie, dove festeggiare compleanni e momenti conviviali, valorizzando anche il fazzoletto di verde accanto alla struttura. Avendo trovato le risorse per intervenire, con trasparenza e nel rispetto della legge il progetto è stata  a messa a  bando la proposta. La FreeTime Park si è aggiudicata la vittoria. Non nascondo la soddisfazione di allora sapendo che un altro pezzo di Manerbio, abbandonato e chiuso, sarebbe stato aperto e messo nuovamente a disposizione dei cittadini. Poi si sono manifestati primi inghippi: alcuni problemi con la ditta che aveva vinto un successivo bando per i lavori, che hanno causato lungaggini e ritardi rispetto alla nostra tabella di marcia. I problemi sono stati affrontati e con decisione risolti. Ogni lavoro non fatto a regola d’arte è stato rifatto e aggiustato mettendo tutto in conto a chi aveva lavorato male. Ne avevo già parlato QUI.

     

    Alla fine dell’estate 2017,consapevoli del ritardo e volendo aprire quanto prima la struttura, è stata proposta una soluzione alla ditta: loro sarebbero potuti entrare e cominciare i loro lavori, mentre in autunno, quando le temperature lo avrebbero permesso, il Comune avrebbe sistemato il fondo del campo da basket, le linee ed i canestri. Così i tempi di attesa si sarebbero potuti accorciare. Freetime Park ha rifiutato la proposta, chiedendo che tutti i lavori e senza eccezioni siano conclusi al momento della consegna, anche quelli esterni alla struttura. Il Comune ha acconsentito pazientemente. Conclusi i lavori, ne viene data comunicazione alla ditta, e si svolge un sopralluogo congiunto. Tutte le parti (Comune e Freetime Park) prendono atto che la struttura è idonea e soddisfa tutte le esigenze. Ci viene però richiesto di ritardare la data di apertura dei locali al pubblico rispetto a quella prevista per agevolare l’allestimento della struttura.

    La Giunta, desiderosa di aprire quanto prima il Bocciodromo, pazienta ancora e concede un po’ di tempo in più. In forza di questa concessione il Comune ha proposto alla società di firmare a metà dicembre l’accordo, ma Freetime Park ha comunicato che si sarebbe presentata non prima del 15 gennaio 2018.

    Con pazienza, ancora, il Comune ha aspettato il 15 gennaio quando, purtroppo, non si è presentato nessuno. O meglio, qualcuno – inviato dalla società – è venuto, ma non per depositare i documenti che sono tenuti a depositare dalla legge  (la fideiussione e la polizza assicurativa). Il rappresentante della società ha chiesto documenti da parte nostra(le certificazioni di conformità degli impianti, nonché la certificazione di esecuzione a regola d’arte dei lavori di ristrutturazione), dichiarando fin da subito la volontà di prendersi una quindici giorni per analizzare la documentazione e riservandosi la possibilità di richiedere ulteriori integrazioni. E quindi di fatto rinviando ancora la firma dell’accordo (che eravamo pronti a firmare, come da comunicazioni scritte, il dicembre scorso, dopo il sopralluogo congiunto).

    Alla Freetime park è stato dato un termine ultimo del 30 gennaio comunicando la disponibilità ad uno scambio contemporaneo e reciproco della documentazione, da parte nostra tutto era pronto per essere consegnato. Nessuno dei soci si è fatto vivo presso la sede municipale. A questo punto, dopo innumerevoli tira e molla, si è deciso di revocare l’aggiudicazione. Il Comune non ha alcun problema a produrre la documentazione richiesta, ma non può rilasciarla fino a quando la società non deposita la garanzia fidejussoria e la polizza assicurativa prescritte dalla legge. Non è chiaro perché il compromesso proposto, cioè lo scambio in contemporanea dei documenti, sia stato rifiutato.

     

    L’Amministrazione oggi è al lavoro perché sia mantenuto l’impegno di riaprire il bocciodromo (a maggior ragione ora che è stato rimesso in sesto). È imbarazzante che chi nella chiusura e nell’abbandono ha un ruolo – avendo fatto parte dell’Amministrazione precedente alla nostra – oggi si permetta di giudicare. Avesse pensato ad amministrare meglio allora, oggi non avremmo avuto questo problema (oltre a tanti altri) da risolvere.

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