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    Cos’è il Piano di Riequilibrio?

    L’avvicinarsi delle elezioni e l’attivismo di alcuni aspiranti sindaci rischia di creare un po’ di confusione su uno dei più importanti risultati ottenuti da questa Amministrazione: il Piano di Riequilibrio Pluriennale.

    Prima cosa: di che si tratta?

    Il Piano di Riequilibrio finanziario Pluriennale è uno strumento con cui Comuni e Province possono sistemare i propri bilanci. A differenza di quanto succedeva in passato, ogni ente locale deve sanare l’eventuale disavanzo entro l’anno successivo. È una scelta che serve ad evitare che le Amministrazioni Comunali possano scegliere di accumulare debito, lavorando in deficit, e far pagare il conto delle proprie spese alla Amministrazione successiva. È stato introdotto nel 2012 ed è entrato a pieno regime nel corso del 2013. Lo possono utilizzare gli enti che sono prossimi al dissesto.

    Attraverso questo piano un Comune ha la possibilità di poter ripianare i disavanzi e gli eventuali debiti fuori bilancio con un piano di rateazione che dura al massimo 10 anni.

    Scegliere questo strumento ha delle conseguenze: tutte le aliquote delle tasse comunali devono essere portate al massimo (rimanendo tali fino a fine Piano) ed i contributi sono limitati a quelli essenziali e obbligatori per legge. Allo stesso tempo però vengono bloccate tutte le azioni esecutive verso il Comune e gli interessi (che continuerebbero ad accumularsi aggravando la crisi) vengono congelati.

     

    Perché Manerbio ha deciso di usare questo strumento?

    La situazione è fotografata bene dalla sentenza con cui la Corte dei Conti ha approvato (cioè ha ritenuto credibile) il nostro Piano di riequilibrio. Il Comune aveva uno squilibrio strutturale, e quindi non dovuto a caso fortuito, che aveva portato ad un disavanzo nel corso del 2012 – anno precedente alla nostra elezione – di 2.214.800€. A questo si sommavano circa 720.000€ da pagare a privati e dovuti ad alcune sentenze di esproprio relative al Bosco Mella. Il totale ammontava quindi a 2.934.800€. Era evidente che il Comune non potesse pagare quasi 3 milioni di euro in una sola rata a fine 2013. Nel mentre era arrivato il contributo – detto “sblocca crediti” e richiesto dal commissario prefettizio – che aveva permesso di pagare tanti creditori. Alcuni di loro era da tempo, per non dire anni, in attesa di ricevere ciò che il Comune gli doveva: società partecipate, imprese private, le archeologhe del Museo, associazioni come la LUM e semplici cittadini che hanno finalmente potuto avere quanto gli spettava.

     

     

    Cosa prevedeva il Piano?

    La prima regola che è stata seguita è quella della responsabilità. Noi abbiamo dovuto governare Manerbio “ingessati” da conti rigidi e poco spazio di manovra, ed abbiamo scelto di non far vivere nelle stesse difficoltà l’Amministrazione che sarebbe venuta dopo di noi. Per questo motivo più della metà del disavanzo era stato inserito negli anni della Giunta Alghisi, cioè tra il 2013 ed il 2018. Avremmo potuto farei furbi, scaricando i maggiori oneri negli anni 2018-2023 penalizzando chi sarebbe veduto dopo di noi. Abbiamo creduto invece fosse importante mettere al sicuro i conti dei manerbiesi e offrire quanto prima la possibilità di tornare alla normalità al nostro Comune. Non solo: siamo riusciti a chiudere con 5 anni di anticipo il piano, pagando tutto quanto dovuto entro il 2018.

     

     

     

    A che punto siamo dopo 5 anni?

    Ogni 6 mesi il Comune deve dimostrare alla Corte dei Conti che sta rispettando gli impegni che ha preso. Ad oggi il tribunale contabile non solo ha riconosciuto che stiamo mantenendo la parola, ma abbiamo versato più soldi di quanto previsto, finendo per chiudere il piano con 5 anni di anticipo. Abbiamo rispettato con rigore e puntualità le scadenze, e la somma che era è stata accantonata per  pagare la rata del 2018  verrà sbloccata: 500.000€ saranno a disposizione di chi vincerà le elezioni, il 10 giugno per poter agire con la libertà che non abbiamo mai avuto dal 2013 ad oggi.

     

    Questo piano e la sua chiusura costituiscono una delle eredità principali che lasciamo a chi vincerà le elezioni a giugno (la speranza – tra le righe – è di ereditare noi il frutto del nostro buon lavoro!). Chi si insedierà come Sindaco troverà i conti in ordine ed un Comune ben avviato sulla strada della normalizzazione. Potrà abbassare le aliquote, alzare la fascia di esenzione, riversare contributi e risorse sul territorio.

    Questo lavoro è costato sacrifici in questi 5 anni, ma con responsabilità abbiamo rimesso in sesto i conti del Comune lasciando ai cittadini una Manerbio migliore di quella trovata sotto il profilo dei conti, di importanti opere pubbliche, della vita culturale e nella raccolta rifiuti. Tante cose importanti, fatte riuscendo a mantenere con serietà gli impegni presi per risanare il bilancio.

    QUI trovi la delibera con cui fu approvato nel 2013.

    QUI il dibattito di Consiglio Comunale dello stesso anno.

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