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    Da Strasburgo a Manerbio passando per l’Europa

    Le mille cose di quest’estate (tra asilo da riaprire per tempo, sessione stiva d’esami e iniziative culturali da portare avanti) mi hanno dato un senso di claustrofobia pesante, soprattutto nelle ultime settimane. I tre giorni passati a Strasburgo e la visita dei rappresentanti di Saint Martin de Crau a Manerbio sono state una boccata d’aria fresca di cui avevo decisamente bisogno.

     

    A Strasburgo mi ha fatto bene respirare il clima di un’Europa in costruzione. Pur con tante difficoltà, se si pensa ai migranti, e qualche sabotatore (se non ci si riesce a dimenticare Buonanno) ci sono tanti eurodeputati di età e nazionalità diverse che lavorano ogni giorno perché qualcosa cambi.  E tra questi c’è Brando Benifei, che ci ha ospitato facendoci conoscere – tra le altre cose  – il Perestroika. Iscriviti alla sua Newsletter, è un ottimo modo per sapere cosa succede in Europa.

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    Di fronte alla tentazione di rintanarsi nei propri nazionalismi e – a livello di comunità locali come Manerbio – nei propri egoismi, la scelta di continuare a credere in un’Europa unita e solidale è un atto di coraggio. È molto più semplice tornare al rassicurante e idealizzato passato (davvero stavamo meglio quando stavamo peggio?). È molto più semplice illudere le persone che scegliere di provare a stare assieme e assieme affrontare i problemi sia stato un errore.

    Ma di fronte ad un’America in ripresa, una Cina in crescita e una Russia che torna a ruggire che ruolo può avere l’Italia da sola se non quello del vaso di coccio tra vasi di ferro?

    È l’Europa il futuro.

    Dopo il rientro da Strasburgo abbiamo celebrato in Gemellaggio a Manerbio. Abbiamo restituito l’ospitalità che i francesi ci hanno offerto durante la loro Festa di Primavera e in occasione della prima firma del Patto di Amicizia. Nonostante i tentativi di delegittimare l’iniziativa portati avanti da chi non vede oltre il proprio naso il Gemellaggio è stato un successo.

    I problemi organizzativi non sono stati pochi e non era scontato che i manerbiesi decidessero di raccogliere l’opportunità. In tante associazioni hanno scelto di partecipare alla cerimonia e  quasi tutti i commercianti lungo il percorso della manifestazione hanno scelto di mettere nelle proprie vetrine un richiamo alla bandiera francese. Gli ospiti si sono sentiti accolti e qualcuno si è anche commosso durante la firma che unisce ora e per sempre Manerbio e Saint Martin de Crau come città gemellate.

     

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    È stata questa risposta positiva dei cittadini a rafforzare l’ottimismo e la voglia di impegnarmi con cui sono tornato dall’Europa.  Mentre il fegato di chi aspetta in grazia che qualcosa vada male si fa sempre più grosso e decide di rimanere con le mani in mano alla finestra noi costruiamo una Manerbio con più Europa. Costruiamo qualcosa da lasciare in eredità a chi verrà dopo di noi, per migliorare la qualità della vita della città e offrire più opportunità ai nostri ragazzi.

     

    Tante volte si finisce per passare ore interminabili su delibere, atti, determine. E ricordarsi ogni tanto che la fatica mentale di lavorare con la burocrazia e fisica di sopperire alla mancanza di risorse (e in questo ringrazio in particolare Annamaria e Gloria) sono ripagate da momenti che toccano il cuore come quelli passati durante il Gemellaggio fa bene. Da un senso, in prospettiva, a quello che si fa ogni giorno.

    È l’Europa il nostro futuro.

    P.S.

    In tanti – tra gufi e rosiconi – hanno si sono interrogati su quanto sarebbe costato il Gemellaggio. Hanno messo in giro false voci, illazioni e magari hanno riproposto anche la retorica nazionalista dello spreco di denaro che sarebbe potuto essere indirizzato agli anziani. Gli stessi anziani che sono onnipresenti nei loro discorsi ma molto più presenti nelle nostre azioni, visto che concretamente abbiamo già aumentato – e di molto – le risorse destinate al loro sostegno. Se non lo sapevi puoi raccogliere altre informazioni su questo punto qui.

    Mi spiace togliervi l’ennesimo motivo per lamentarvi: il Gemellaggio non è costato nulla al Comune.  Com’è stato possibile? Perché c’è chi a questo paese ci tiene e ha dato una mano. Il Comune ha solo deciso di offrire – ma lo avrebbe fatto comunque, a prescindere dall’occasione – due momenti musicali la sera in via XX Settembre. Tutto quanto abbiamo allestito per la cerimonia della firma è stato costruito o offerto dai volontari.  A questo proposito – visto che l’Europa si costruisce anche così, credendoci – ringrazio:

    Annamaria, Gloria, Gabriella ed Elena. Sono state i miei quattro angeli, dandomi una mano enorme. Ringrazio per aver partecipato l’ANC, le Associazioni d’arma, l’AVIS (che oggi aveva anche l’impegno della sua festa sociale), la Pallavolo Manerbio, la PGS Life e il Manerbio Basket.  La Civica Associazione Musicale “S. Cecilia” ha offerto l’accompagnamento musicale per tutta la manifestazione, ricordandoci ancora una volta il valore aggiunto che rappresenta per la nostra Comunità.  La Fraternità Paolo VI ci ha offerto ospitalità nel proprio parchetto, mentre gli Alpini, l’Associazione Culturale “Chirone” e gli Scout hanno reso possibile lo spiedo. Un grazie va a Nerina e ai bar che hanno offerto tutti qualcosa per dare una degna colazione ai francesi. Ringrazio anche Stefania, che ha aperto le porte di casa sua ad una parte del gruppo di francesi. Grazie ad Alberto, Denise e il GSA di Manerbio per aver curato la parte storica e culturale della visita, a Pedro per l’assistenza tecnica e tutti i (tanti) commercianti che hanno partecipato con la propria vetrina alla nostra festa.  Un grazie infine a tutte quelle persone, semplici cittadini e attività, che hanno fatto qualcosa (dalle fotocopie ad un saluto) a favore dei francesi.

    Abbiamo dimostrato di essere una Comunità che sa accogliere

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