• Daje Marino!

    Ho sempre ammirato i chirurghi. Loro sono quelle persone che anche nella situazione peggiore devono avere la mente lucida e le mani ferme per portare a termine l’operazione e rimettere in sesto il paziente. Per questo Marino e la metafora che ha usato quando gli è stato chiesto se avesse cambiato idea circa le proprie dimissioni mi piace.

     

    La situazione di Roma è complessa, si è stratificata nel corso del tempo ed è radicata e ramificata su tutto il territorio della capitale. Ma di questa situazione non può essere considerato responsabile Ignazio Marino. Andare oggi a elezioni significherebbe di fatto ridare la possibilità ai signori delle preferenze – perché chi ha mangiato in Campidoglio ha avuto la possibilità di annidarsi grazie al consenso popolare, non è misteriosamente arrivato da Marte – di riprendere la guida della città e cambiare tutto per non cambiare niente.

    Ora non ci serve abbandonarci al giustizialismo, ai processi di piazza o  inseguire disperatamente il consenso. Chi fa Politica dovrebbe trovare le soluzioni ai problemi, costruire il futuro da consegnare alle nuove generazioni e costruire consenso attorno alle proprie scelte, non farsi condizionare agli umori del momento, spegnendo il cervello e dando voce alla pancia.

     

    Il Partito Democratico (e stavolta mi spiace per Renzi ma ha ragione Matteo Orfini) fare pulizia al proprio interno, recuperare credibilità e sostenere il suo Sindaco nel proprio lavoro. Deve sostenerlo e far capire ai romani perché è importante che Marino porti a termine questa operazione. Lo deve alla sua storia, lo deve per riscattarsi delle ombre gettate sulla sua autorevolezza dai tesserati che hanno deciso di far parte di Mafia Capitale e lo deve ai tesserati che invece con onestà si sono messi al servizio di Roma.

    Durante la Factory ho conosciuto diversi ragazzi romani, animati dalla voglia di lavorare per la propria città e di far Politica in senso autentico. A loro, che hanno volantinato e sostenuto l’operazione Marino mettendoci la faccia nei municipi, il Partito Democratico deve qualcosa. E quel qualcosa è la garanzia che il Comune di Roma possa diventare una casa di cristallo per i propri cittadini, dove la trasparenza e la correttezza sono garantite.

     

    La Politica è fatta di alti e bassi. Il PD dovrebbe premiare e sostenere quelli che nei momenti di difficoltà ci mettono la faccia, si rimboccano le maniche per provare a sistemare i danni fatti da altri. Dissociarsi per idealismo quando le cose si mettono male è la scelta più semplice quando si amministra. Avere le palle di rimanere e combattere per la propria Comunità è la scelta giusta.

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