• porcellum, italicum, referendum

    Del Porcellum non si butta via niente.

    Gira da alcuni giorni un’infografica diffusa dai sostenitori del No. Come al solito è un messaggio che contraddice quello che fino a poco tempo fa sostenevano i detrattori della riforma.

    Contraddittoria perché da mesi i sostenitori del No ci  raccontano che il Parlamento sarebbe illegittimo e non potrebbe fare riforme costituzionali. Ovviamente è una loro interpretazione, visto che la sentenza che citano (la 1/2014) non dice NULLA di tutto questo.

    Oggi invece cosa ci raccontano?

    I sostenitori del No oggi ci dicono “prima” avevamo la possibilità di eleggere i nostri rappresentanti alla Camera e al Senato. Secondo loro “dopo”, se passerà la riforma e con essa l’Italicum, i nostri rappresentanti saranno nominati dai partiti al 60% per la Camera e al 100% per il senato. Ma cosa c’è di sbagliato?

    combinato-disposto

     

     

    Dopo

    Partiamo dal “dopo”. Cosa succede se il 4 Dicembre voteremo sì e la Riforma costituzionale entrerà in vigore:

    • La Camera sarà eletta direttamente dai cittadini. Il partito che vincerà le elezioni (al primo turno prendendo più del 40% o al secondo turno in un ballottaggio) otterrà i 55% dei seggi. Un Sindaco che oggi vince al ballottaggio in un comune ha quasi il 70% dei seggi che gli vengono attribuiti.
    • Ogni partito presenterà i propri candidati con un capolista bloccato e gli altri candidati scelti secondo le preferenze. Al momento del voto i cittadini troveranno sulla lista il nome del capolista (sapranno quindi chi andrà a Roma con il loro voto) e potranno esprimere altre due preferenze.
    • I collegi aumentano. Nel 2013 i collegi di tutta la regione erano 2. Oggi saranno 2 solo i collegi elettorali della Provincia di Brescia.
    • I senatori saranno eletti dai Consigli Regionali proporzionalmente alle indicazioni di voto che i cittadini danno al momento del rinnovo delle Regioni, che i senatori nuovi andranno a rappresentare a Roma. E i Consiglieri Regionali non solo non crescono sul pero, ma li scegliamo noi direttamente con le preferenze.

    Provando ad aggiustarla l’infografica potrebbe venire così

    combinato-disposto-corretto

    Prima

    Cosa succedeva prima dell’Italicum? Come abbiamo votato nel 2013? Faccio alcune considerazioni.

    • Nel 2013 abbiamo potuto scegliere SOLO il partito. Non c’era modo di dare NESSUNA preferenza e la lista dei candidati era lunghissima. Quasi 40 nomi messi in fila e bloccati. Basta pensare che la Lombardia, la regione più popolosa in Italia, avesse solo due collegi elettorali.
    • Chi oggi nel centrodestra dice che con quel premio di maggioranza e con i capilista bloccati on ci sarebbe democrazia dimentica di aver votato l’Italicum.
    • Chi oggi nel centrodestra dice che l’Italicum toglie ai cittadini la possibilità di scegliere è chi ha approvato nel 2006 il Procellum. Ti ricordi che di fatto dava la possibilità alle segreterie di Partito di nominare tutti i candidati?
    • Chi dice che si poteva scrivere meglio è chi (come Bersani e D’Alema) ha avuto responsabilità di governo dal 2006 al 2008 e dal 2011 al 2013 e che non ha nemmeno provato a scrivere una legge elettorale diversa. Probabilmente a qualcuno nel 2013 conveniva l’idea di “vincere facile” con Porcellum, in barba alla rappresentatività.

     

    A ricordo un po’ a tutti, smemorati inclusi, come era fatta la scheda elettorale nel 2013.

    scheda-senato-2013

    dove era il potere di scelta dei cittadini? 

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