• Memoria, Giornata della memoria, Manerbio, Fabrizio Bosio

    Fare per ricordare

    Anche quest’anno tornano gli appuntamenti per non dimenticare. La Giornata della Memoria è una delle ricorrenze a cui tengo di più: Sono da sempre impegnato per ricordare adeguatamente il 27 gennaio, ancora prima di diventare assessore.

    La sfida – lo dico ogni anno – è quello di non trasformare questa occasione in una vuota ricorrenza, in un rito da ripete. Oggi più che mai è attuale ricordare a cosa porta il nazionalismo cieco e il razzismo. Non è difficile percepire come, in maniera sempre più diffusa, il valore della vita umana non sia più universale. A partire dal secondo dopo guerra, con negli occhi il ricordo di Hiroshima e Nagasaki, degli orrori dei campi di sterminio, delle generazioni macellate al fronte, questo è stato un punto condiviso. Oggi, come ci dimostra la cronaca quasi quotidiana, la nostra società continua a rimette in discussione la dignità ed il valore della Vita. Succede ad esempio per i detenuti e gli stranieri.

    Per non dimenticare l’Assessorato alla Cultura, con un gruppo di realtà che coinvolge ANPI, Alpini e Teatro Politeama, ha proposto un cartellone ricco di attività. L’obiettivo è di proporre attività che possano incontrare un po’ tutti i gusti e coinvolgere persone di quasi ogni età (la maggior parte dei ragazzi parteciperà comunque ad attività promosse nelle scuole).

    La nostra rassegna comincerà il 22 gennaio, con un film che verrà proiettato al Politeama. La pellicola scelta è “La signora dello zoo di Varsavia”, una storia bella, di speranza. Racconta l’impegno di Jan e Antonina, la coppia incaricata di gestire lo zoo polacco, per nascondere e aiutare a fuggire gli ebrei del ghetto, vittime delle persecuzioni naziste.

    Proseguiremo il giorno successivo con un incontro-lettura scenica di un’opera impegnativa. Parla dei medici nazisti, di coloro cioè che dopo aver giurato di salvare vite umane decisero di mettere la propria scienza e la propria professionalità al servizio dell’ideologia nazista. Medici che hanno deciso di uccidere e torturare, anziché curare. Di ferire anime anziché guarire corpi.

    Le attività riprenderanno nel weekend con la riproposizione di un appuntamento ormai tradizionale: sabato pomeriggio, alle 16, Luciano Baiguera e Cristina Brognoli inaugureranno la loro installazione artistica dal titolo “La porta della speranza”.

    Concluderemo proprio il 27 gennaio, domenica sera, con un’esibizione di un quartetto d’archi ci faremo accompagnare dalla musica. A guidare il gruppo sarà Amie Weiss, che avendo origini ebraiche ci tiene particolarmente ad essere parte attiva di questo progetto.

    Di seguito il programma completo