• GD, Giovani Democratici, Jacopo Baraldi

    I Giovani Democratici Bresciani ricuciono

    Le differenze possono essere sia fonte di ricchezza sia causa di divisioni. La federazione provinciale dei Giovani Democratici bresciani(i giovani del PD, per capirsi) lo ha sperimentato sulla propria pelle e dopo tre anni è pronta a ricucire gli “strappi” cominciando un nuovo percorso.

     

    Un nuovo Segretario per i bresciani

    L’Assemblea reduce dal combattuto (e bizantino) Congresso del 2012 ha eletto Jacopo Baraldi, 23 anni, nuovo Segretario Provinciale dei Giovani Democratici bresciani.  Dopo tre anni di impegno, con la conclusione degli studi e con una segreteria dimezzata, Matteo Domenighini ha dato le sue dimissioni da Segretario Provinciale.
    Con quel gesto Matteo ha dato l’opportunità di chiudere una volta per tutte la fase che si era aperta nel 2012 e le tre aree che compongono i GD bresciani hanno deciso di cogliere quest’occasione per voltare pagina e cominciare da capo, insieme.

    Ricucire gli strappi

    La decisione di superare divergenze personali e di visione per il bene del gruppo dei Giovani Democratici è una scelta costata a tutti qualcosa, come ogni mediazione. Ma è una scelta che da conto di una maturità che a volte supera quella del PD, dei “grandi”. Penso ad esempio alla Liguria, con le polemiche sulle primarie ed un partito spaccato tra Raffaella Paita e Luca Pastorino.

    La divisione in tre aree, va detto, non è il riflesso della situazione nazionale scaturita dall’ultimo Congresso del Partito Democratico. Non esistono cuperliani, civatiani o renziani. Esistevamo prima di loro e (anche solo per ragioni anagrafiche) esisteremo anche dopo di loro! La nostra è una distinzione più sfumata e trasversale. Tra di noi esistono rapporti personali e di amicizia che vanno oltre i singoli gruppi perché come diceva Martinazzolila Politica è importante, ma la Vita lo è di più”.

    L’area più a sinistra, quella che ha il suo epicentro principali in città e quella più centrista (la mia) hanno degli elementi che le caratterizzano e le distinguono. Noi abbiamo deciso di lasciarci alle spalle il Congresso Raciti – Benifei del 2012 e di costruire sulle nostre differenze la ricchezza di una federazione giovanile che vuole dire qualcosa.

    L’Assemblea dei Giovani Democratici ha approvato anche la composizione della Segreteria proposta da Jacopo: Fabrizio Mele si occuperà di Scuola, Università e Comunicazione, Marco Mor sarà delegato a Diritti Civili ed Associazioni, Marco Peli seguirà i temi del Lavoro, Francesco Reguitti (Consigliere Comunale a Lumezzane) è il titolare degli Enti Locali, Chiara Zappa  si occuperà dell’Organizzazione mentre io seguirò la delega Ambiente.

     

    Verso cosa andiamo?

    Vogliamo essere uno spazio di confronto, elaborazione e sintesi politica al servizio del Partito Democratico e della Società. Vogliamo occuparci anche della formazione dei giovani amministratori preparandoli  alle campagne elettorali nei comuni della nostra provincia e supportandoli una volta eletti.

    Un altro degli obiettivi che  la nuova Segreteria (di cui faccio parte, per inciso) ha deciso di darsi è quello di coinvolgere gli under20 (una frontiera dove forse solo la Bassa Bresciana Centrale ha ottenuto qualche risultato tesserando due nuovi liceali) e di ricostruire la partecipazione nei circoli. L’idea è quella di un organismo provinciale che si faccia carico delle iniziative più impegnative da un punto di vista economico ed organizzativo (viaggi, corsi di formazione, etc…) e stimolino i territori mantenendo un confronto continuo con i Segretari di zona.

    È un momento infelice per fare Politica: se chi sceglie di avere una tessera di partito oggi fa un atto di coraggio, chi decide di farlo a vent’anni fa qualcosa a metà tra la follia e lungimiranza. Oggi dobbiamo raccogliere le sfide della xenofobia, del populismo che parla alla pancia degli italiani, della sfiducia nella politica, nella forma partito e le difficoltà della crisi economica.

     

    Lo ha detto Matteo chiudendo il suo mandato: la strada da percorrere non è facile, né sicura. Ma deve essere percorsa, e lo sarà.

    Noi ci siamo.

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