• Gli spunti di Laur(e)a su MetroBS

    Alcuni giorni fa un’amica si è diplomata all’ Accademia di Belle Arti “Santa Giulia” con una tesi sulla Metropolitana di Brescia. Nei pochi minuti che ha avuto a disposizione ha dato conto di un lavoro di documentazione e riflessione su una delle cose che ha maggiormente cambiato la vita dei bresciani.

    Nella discussione della tesi è partita raccontando la storia della Metropolitana di Brescia. Tra i primi studi di fattibilità del 1986-87 e l’inaugurazione sono passati quasi vent’anni, di cui dieci di lavori. Nonostante i due tentativi di fermarla attraverso referendum la Metropolitana si è dimostrata una scommessa vincente:  da quando è entrata in servizio  trasporta quotidianamente una media di 40.000 passeggieri.

    LA PROPOSTA DI LAUR(E)A

    Nella tesi presentata da Laura sono state proposte una serie di iniziative per incoraggiare l’utilizzo delle nuove opportunità offerte dal trasporto pubblico ed avvicinare alla metropolitana categorie di bresciani che difficilmente sarebbero portati ad utilizzarla.  Ha lanciato l’idea di un aperitivo in metropolitana che coinvolga i commercianti che lavorano vicino alle stazioni ed una Domenica Culturale che metta in rete attraverso la metropolitana tutti i centri d’interesse di Brescia. In particolare – ed è la cosa che ha stuzzicato la mia fantasia – ha immaginato il Teatro Grande riempito anche negli spazi più insoliti di rappresentazioni teatrali e laboratori rivolti a diverse fasce d’età, riservando sconti sui biglietti d’ingresso per chi lo avesse raggiunto attraverso la metropolitana (pensando anche ad un biglietto speciale emesso per l’occasione).

     

    GLI SPUNTI DI LAUR(E)A

    Perché la tesi di laurea di Laura (è un bel gioco di parole!) mi è piaciuta? No, non (solo) perché è mia amica.

    Gli spunti che lei ha lanciato vanno nella direzione in cui credo si stia muovendo Brescia ed in cui vorrei si muovesse (o si sta già muovendo?) Manerbio: pensare che la Cultura non debba essere confinata nei luoghi tradizionali. La Cultura può uscire dai musei, dai teatri e dalle sale conferenze (senza abbandonarli!) per entrare nella città “vissuta” dagli uomini:  può addirittura fermarsi nelle stazioni Metropolitana di Brescia ad accogliere chi scende e salutare chi salta sul primo treno disponibile. La Cultura può emanciparsi dall’idea di evento elitario diventando momento (anche breve) di riflessione ed intrattenimento.  La Cultura – se ci sono buone idee dietro e non è sofismo fine a sé stesso – può dare del bugiardo a Tremonti ed aiutare qualcuno a far crescere gli altri portando pure a casa uno stipendio.

     

    Il tentativo di Laura è stato quello di costruire un’ immagine di Metropolitana che fosse un’opportunità e non solo di trasporto: una metro che aiuta il Commercio, la Cultura e la Bellezza a pensare fuori dagli schemi.

    Ora non mi rimane che passarne una copia a Tommaso Gaglia!

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