• Gli sviluppi del Magazzino Merci

    Il progetto del Magazzino Merci Manerbio (di cui ho già raccontato QUI) nasce da un’utopia. È l’idea, partita da Giambattista, che si potesse immaginare un futuro diverso per un magazzino che, ormai, aveva esaurito la sua funzione. Nato a servizio del Lanificio Marzotto e del Consorzio Agrario che sorgeva alle sue spalle, la riduzione delle merci su rotaie lo avevano reso poco funzionale. Alla fine le Ferrovie dello Stato lo avevano affidato al Comune in comodato gratuito, che ha continuato fino al luglio scorso ad utilizzarlo proprio in quel modo: un magazzino.

    Da questa idea si è cominciato a lavorare per realizzare i fatti. Grazie ai volontari, agli Alpini e agli operai del Comune è stata disboscata la foresta di erbacce che soffocava l’edificio. È stata ripulita l’area verde, l’edificio è stato svuotato e le recinzioni hanno ridefinito il perimetro. Sono stati ricavati ulteriori spazi per i parcheggi dei pendolari, ed il cancello originale è stato arretrato dall’ingresso del parcheggio alla prossimità del magazzino. L’obiettivo è, ovviamente, quello di valorizzarlo.

    Sono cominciati i contatti con le Ferrovie, che si sono impegnate a rifare le banchine dei treni, oggi usurate in modo importante, a fornire degli arredi originali (che saranno ritirati a giorni) e a collaborare a integrare l’illuminazione e realizzare la videosorveglianza. Anche in questo caso, nel giro di qualche settimana, la Stazione ed il Magazzino saranno collegate alla rete di telecamere a disposizione di Polizia Locale e Carabinieri.

     

    L’edificio viene progressivamente rimesso in sesto nonostante le poche risorse grazie a molta buona volontà, ma rimane una sfida. Dobbiamo capire come ripensare quella struttura per renderla accessibile a tutti, funzionale e capace di essere attrattiva. Non serve una cattedrale sui binari. Serve invece ampliare l’offerta di spazi culturali, ricreativi e polifunzionali che la nostra città offre, sostenendo la tanta voglia di fare che c’è. Un progetto è sicuramente quello del Bocciodromo, che nei prossimi mesi tornerà a nuova vita come centro ricreativo e di intrattenimento. Quello del Magazzino Merci è un altro tassello importante dell’offerta culturale con la volontà di realizzare una nuova Aula didattica e espositiva per il Centro Culturale.

     

    Grazie alla disponibilità dell’IIS “V. Capirola” e dell’ing. Paolo Ungaro, che ha seguito con passione i ragazzi, abbiamo trovato tanti spunti. Ho sempre creduto molto che sia importante creare un legame tra le scuole ed il territorio. I ragazzi, accompagnati dai professori Dancelli, Tirabassi e Freddi hanno svolto i rilievi attorno al magazzino. Dai dati raccolti “sul campo” hanno provato a sviluppare progetti in gruppi, ed infine a fare un lavoro di sintesi tra tutte per pensare ad uno spazio che cogliesse il meglio di ogni spunto. Gli studenti sono futuri geometri della classe 4B del corso CAT Ecotech.

     

    Nei loro elaborati – e questo mi ha colpito molto – ha uno spazio centrale l’accessibilità. Se vogliamo che questo spazio sia di tutti deve essere di tutti sul serio. Di chi ha la possibilità di muoversi con facilità e di chi è più in difficoltà. E non si parla solo di persone affette da disabilità: vale anche per gli anziani, i più “piccoli”, le mamme con passeggino, chi provvisoriamente si trova ingessato.

    Non hanno mancato di dare attenzione anche ad altre cose importanti: la sicurezza, la conservazione della storia di quel luogo, il collegamento più facile tra il Magazzino ed il resto della città mediante uno studio e integrazione della rete ciclopedonale esistente.

    Non deve essere dimenticato: un luogo frequentato e vivo è sicuro per definizione. Noi vogliamo che la sicurezza non si esaurisca nelle sole telecamere, ma sia frutto del nostro essere nella città e per la città.

     

    Il progetto ci ha interessato così tanto che abbiamo preso una decisione: la loro proposta sarà illustrata anche a Manerbio, prossimamente, perché i cittadini possano vedere questo lavoro e confrontarsi con gli studenti.