• I militanti di mezzo

    Non so se mi ha preoccupato di più il  pessimo tempismo con cui la Commissione Antimafia ha pubblico le liste degli impresentabile o la valanga di reazioni del Taliban Renziani. Perché le questioni che vedo in questa vicenda, dove come tanti altri militanti occupo la parte di chi sta nel mezzo e rischia di essere colpito dal fuoco amico, sono sostanzialmente 3

     

    La prima riguarda le modalità. Ancora qualche giorno e i dati forniti sarebbero usciti dopo le elezioni e quindi sarebbero stati inutili. Ma a parte questo l’elenco dei candidati impresentabili arriva a poche ore dal silenzio elettorale. Così abbiamo negato la possibilità di replica alle persone in elenco, e da strumento per aiutare i cittadini nella scelta diventa una lista di proscrizione dove unilateralmente i commissari puntano il dito  e all’accusato non viene data la possibilità di giustificare, spiegare o rettificare la propria posizione.

    Oltre a questo vorrei capire se davvero questa pratica non va a contrastare nei fatti con il principio della presunzione di innocenza. In passato abbiamo trovato tanti politici corrotti ai vertici dello stato, tanti altri però ne ha rovinati il giustizialismo. Sono più quelli colti in castagna o quelli danneggiati per sempre da indagini che non sono giunte a nulla o da sentenze di primo grado  che si sono risolte in assoluzioni in appello? È giusto stendere una lista di persone che trasforma la presunzione di innocenza in presunzione di colpevolezza? È giusto farlo in un paese in cui stampa e cittadini semplificano e trasformano una lista di indagati/condannati in primo grado in un elenco di mafiosi? È giusto farlo ed è  la nostra società non ancora matura per dare a questi dati il significato che hanno? Non ho la risposta.

    La seconda questione è l’opportunità di candidare persone indagate o condannate in primo grado. Va fatto  rischiando di far ricoprire un incarico pubblico ad un futuro condannato? Va evitato impedendo a chi dovrebbe godere della presunzione di innocenza di poter esercitare un proprio diritto? E se poi la persona risulta essere innocente?

    Non credo ci possa essere una posizione generale ma che ogni partito debba valutare cosa scegliere di fare, caso per caso e motivando quel che decide di fare. Il caso di De Luca  dovrebbe essere un esempio: non abbiamo scoperto ieri la sua condanna in primo grado. Lo sapeva tutta Italia e lo sapevano anche gli elettori che lo hanno scelto alle primarie campane. Il PD ha deciso di rispettare l’esito di quelle consultazioni e ora deve assumersi la responsabilità di aver candidato Vincenzo De Luca, sia che  venga assolto sia che venga confermata la condanna per abuso d’ufficio. Non possiamo ora lamentarci perché questa scelta viene contestata e strumentalizzata . Così come non possiamo sminuire il lavoro della Commissione (per quanto fatto con tempi e modalità che non condivido) riducendolo ad una schermaglia all’interno del Partito Democratico.

     

    E a questo punto non si può non entrare nel merito della terza questione, l’alzata di scudi dei Taliban Renziani. A me Rosy Bindi non piace. Non mi piaceva prima, non mi piaceva durante le primarie del 2012, non mi piace ora. Ma è imbarazzante vedere iscritti e attivisti democratici perdere una giornata intera per pubblicare a nastro insulti e delegittimazioni nei suoi confronti. Ieri credo che Berlusconi abbia gongolato tutto il giorno davanti a Facebook: nemmeno lui era riuscito ad arrivare a tanto.

    Se nella lista degli impresentabili non ci fosse stato alcun candidato PD avrebbero reagito allo stesso modo? Io credo di no. E non avrebbero fatto silenzio: avrebbero chiesto a gran voce il ritiro dei candidati presenti nell’elenco. Abbiamo scelto De Luca perché convinti delle sue capacità e della sua innocenza? Sosteniamolo   e assumiamoci le nostre responsabilità senza chiedere ad altri sconti. Le posizioni di comodo a corrente alternata non mi appartengono e non credo debbano appartenere al Partito Democratico. Vale per i Taliban Renziani, vale per i Dalemasessuali.

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