Nei giorni scorsi è stato raggiunto un importante accordo con la Virtus Manerbio.

Dopo diversi mesi di confronti e di ricerca della soluzione tecnica migliore è stato individuato un nuovo equilibrio che – credo – risolva alcuni problemi di vecchia data e migliorerà i servizi offerti ai giovani calciatori.

Come funzionerà?

A partire da quest’anno la Virtus si dividere in due realtà distinte. Una sarà la società storica, che gestirà lo stadio di via Verdi e le squadre degli “adulti”, cioè dei ragazzi che hanno concluso il loro percorso formativo nelle giovanili.

Nelle scorse settimane è poi nata un seconda realtà, l’Associazione Sportiva Dilettantistica Accademia Virtus Manerbio che invece si occuperà di gestire la scuola calcio e i più piccoli, lavorando in modo indipendente ma sinergico con la società madre.

Cosa è cambiato?

Rispetto al passato il Comune si farà carico di tutte le utenze (l’elettricità era già pagata dall’Amministrazione) e di alcune piccole questioni, come le certificazioni della caldaia presente al campo. Ciò è stato reso possibile anche grazie al lavoro di efficientamento energetico realizzato a fine del precedente mandato amministrativo, con la conversione di tutto l’impianto di illuminazione a LED. Ciò a portato i consumi elettrici da 18.0000€ a circa 8.000€.

Inoltre, grazie alla nascita di una ASD dedicata solo al settore giovanile – e quindi ai ragazzi in età scolastica – sarà più facile erogare contributi a sostegno dell’attività sportiva. Credo che la nascita di due realtà permetterà al gruppo storico di gestire al meglio la prima squadra e l’impianto, mentre giovani e genitori potranno concentrarsi sulla formazione delle nuove leve della società.

Perché non si è fatto lo stesso con le altre società sportive?

Per quanto sia necessaria una riflessione complessiva sul sistema sportivo manerbiese, le situazioni sono diverse. Tutte le società presenti sul nostro territorio – ad eccezione della Virtus – svolgono la propria attività in palestre. Si tratta di strutture chiuse (e quindi riparate dagli agenti atmosferici) che hanno costi più contenuti e dove non ci sono elementi naturali. Durante l’estate, quando le attività sono interrotte, non devono essere trattate in modo particolare. E gli elementi di gioco – come le righe a terra – vengono realizzate ogni 3-5 anni.

Non è la stessa cosa per la gestione di un impianto sportivo calcistico. Non solo i costi di gestione sono maggiori (basta pensare all’illuminazione di un’area di gioco così grande!) ma gli elementi naturali sono fondamentali. L’erba deve essere fitta e in salute e necessità di irrigazione e tagli anche nei mesi in cui l’attività non si svolge (e le società non hanno entrate).

Inoltre, lo svolgimento delle attività all’aperto deteriora molto più frequentemente gli arredi e le linee di campo che devono essere sostituiti/rifatti con regolarità aumentando i costi.

La gestione dello stadio – a parità di condizioni – costa più di quanto non costino tutte e 5 le palestre utilizzate a Manerbio messe insieme.

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