• Austria, Heidi, Salvini

    Il ritorno di Heidi: la questione tirolese

    Un ritorno al 1918.

    Manerbio si sta preparando ad organizzare le sue attività per celebrare i 100 anni dalla fine della Grande Guerra. Tante vite spezzate, una generazione quasi scomparsa e sangue che bagnato campi e montagne in tutta Europa. È da qui forse che è partito il percorso che lentamente ha portato alla nascita dell’Unione, ed è qui che si è chiuso il Risorgimento italiano. Alla fine della Guerra Trento, Bolzano e Trieste finalmente sono entrate a far parte del nostro paese, ed è proprio dal Trentino che  è arrivato Alcide De Gasperi, capace di traghettare senza troppi scossoni l’Italia da monarchia a repubblica, guidando la ricostruzione e la sua ricollocazione nel mondo libero.

     

    Oggi, ad un secolo di distanza, sembra che quell’assetto territoriale sia tornato in forse. Con un’opera di revisionismo storico e senza troppi indugi, l’Austria si prepara ad attuare una proposta che aveva già fatto discutere, a fine 2017: dare la cittadinanza agli italiani del Tirolo.

    È una grande trappola: una decisione come questa porterebbe indietro l’orologio di 100 anni. Si minerebbero le basi di una convivenza civile che è stata esemplare. E’ una scelta che finirebbe per essere divisiva, per riaprire questioni e ferite definitivamente chiuse da decenni e rimettere in discussione un sistema da cui – considerato anche il dato del reddito pro-capite – i tirolesi hanno abbondantemente tratto vantaggio (42.200€ degli italiani contro i 39.900€ dei cugini austriaci).

    Così non si lavora per costruire un’Europa federale ed integrata. Dovremmo sentirci europei, prima che austriaci o italiani. Ed invece da una parte all’altra delle Alpi – si costruisce l’Europa delle nazioni e dei nazionalismi, quella che già ha provocato due guerre mondiali.

     

    La palla passa al Governo italiano

    Cosa fare? La speranza è in un intervento diretto del Ministro dell’Interno. Deve chiarire che per l’Italia questa proposta che non è accettabile. La Costituzione gli affida il compito di difendere l’integrità e l’indivisibilità della Repubblica.

    Dubito però che possa andare così. In una surreale intervista al New York Times Matteo Salvini ha riconosciuto come legittima l’annessione russa della Crimea. Le ragioni usate per giustificare questo atto sono  le stesse che potrebbero usare gli austriaci per riportarsi a casa il Tirolo.

     

    Cosa farà il Ministro quando ribalteranno contro di lui le stesse argomentazioni che ha usato per la Crimea?