• Il senso di uno spiedo

    Domenica scorsa, in occasione della Festa della Mamma, il Comune ha organizzato con la collaborazione di alcune associazioni uno spiedo. Il ricavato sarà utilizzato per comprare nuovi arredi per la Biblioteca Civica. Apparentemente si tratta di un’iniziativa che ha poco a che fare con i compiti che spettano ad un Comune:  perché lanciarsi in un’iniziativa che potrebbe benissimo essere svolta da un’associazione o da un ristoratore togliendo tempo ad altro?

    Credo che momenti come quello dello spiedo di domenica, anche se non hanno una forte valenza culturale siano importantissimi per creare il senso di Comunità.

    Manerbio soffre da tantissimo tempo il suo essere a metà strada.  Non è una città pur avendone il titolo ma non è nemmeno più un paese. È troppo piccola per contare su un Comune con tanti dipendenti e capace di affrontare gestioni complesse in modo professionale ma è allo stesso tempo troppo grande per potersi affidare sul senso di appartenenza e di comunanza che lega i cittadini di comuni vicini a noi, come Bassano e Cigole.

    Deve sviluppare una sua struttura, una rete di rapporti che sia un ponte e tenga insieme il Tessuto Sociale nel passaggio  a città di nome e di fatto che, se la crescita demografica sarà confermata, richiederà ancora molti anni.

     

    Questo spiedo è uno dei tasselli di un puzzle che vuole provare a costruire quel senso di appartenenza partendo dal basso e aggregando cittadini. E’ lo scheletro della struttura di supporto che po’ accompagnare Manerbio in questa fase di cambiamento e migliorare la qualità della vita dei cittadini.

    I fronti su cui abbiamo lavorato con questo spiedo sono 3:

    • Costruire un momento di aggregazione in cui 150 persone si sono sedute le une di fianco alle altre, conoscendosi, condividendo il cibo e divertendosi
    • Creare un gruppo di volontari che per il secondo anno si è ritrovato a lavorare insieme – divertendosi –  per un’iniziativa comune, senza guadagnarci nulla. Attraverso queste occasioni si scoprono disponibilità che non si conoscevano
    • Rispondere ad un bisogno a cui il Comune – per la stringente normativa sugli arredi – non poteva dare risposta: attrezzare meglio il giardino della Biblioteca con dei nuovi mobili da esterno per chi decide di leggere, studiare o fare i compiti all’aria aperta.

     

    Ci sarà sicuramente chi storce il naso di fronte all’impegno dell’Assessorato alla Cultura su un’iniziativa come questa. Io credo invece che serva essere consapevoli che non si può fare solo “Cultura alta”, per elite e intellettuali già formati. Bisogna lavorare su più livelli, provando a creare momenti per tutti perché a Manerbio ci sia posto per tutti. E per la buona riuscita di questa Festa della Mamma ringrazio FederCaccia, l’Associazione Culturale “Chirone” e alcuni genitori che si sono impegnati.

     

    Alla fine, tra un po’, anche gli elitari potranno avere un giardino più fruibile per godersi i libri della nostra Biblioteca Civica .