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    Iniziati i lavori di ristrutturazione dell’Archivio

    Avevo annunciato qualche mese fa che finalmente era stato risolto il problema dell’Archivio Comunale.

    Dopo l’incendio del Comune, che nel 1979 aveva distrutto parte del palazzo tra cui la sede dell’archivio e diversi dei documenti che in esso erano contenuti, non si era riusciti a trovare una soluzione definitiva al problema. Le emergenze da fronteggiare, quando si è alla guida di una comunità, spesso sono tante che interventi costosi, come il riordino di un archivio e la sua sistemazione in una nuova sede, finiscono inevitabilmente per passare in secondo piano. Le sistemazioni provvisorie di questi anni non hanno aiutato alla conservazione dei documenti che – esposti all’umidità, agli sbalzi termici e in qualche caso anche all’acqua – si sono ulteriormente deteriorati. Nel 2013 i documenti erano conservati in scatoloni, nel magazzino comunale di fronte alla scuola elementare, o addirittura in cassonetti dismessi nel magazzino in zona Paolo VI.

    A fronte di questa situazione e per rispetto verso i documenti che raccontano la nostra storia, l’Amministrazione Comunale ha deciso, su proposta dell’assessore Preti, di fare qualcosa dando una soluzione definitiva al problema.

    A questo proposito è stata commissionata a due archiviste esperte l’operazione di analisi e selezione del materiale. Sono stati esaminati tutti i documenti, e si è provveduto ad eliminare quelli che erano ormai illeggibili e distrutti dal passare del tempo. Da questa operazione è rimasto il materiale che dovrà essere poi riordinato e che ora è conservato in un locale del Comune ben più protetto della precedente sistemazione.

    Bloccare a questo punto l’azione di ripristino della nostra memoria collettiva avrebbe permesso di fare un passo in avanti, ma non di rendere nuovamente consultabili gli archivi comunali.

     

    Serve dare una “casa” a questi documenti, ricavando lo spazio necessario per poterli ospitare dopo il riordino. L’Amministrazione ha quindi buttato il cuore oltre l’ostacolo, investendo le risorse necessarie a realizzare una nuova sede.

    È stato valutato il progetto precedente, che prevedeva la costruzione di un nuovo edificio con struttura prefabbricata, da realizzare in fianco all’attuale magazzino comunale.

    Valutato che non c’erano più le condizioni economiche per percorrere quella strada, si è deciso di seguire un nuovo progetto.

    Il primo passaggio si è sostanziato nella razionalizzazione dei magazzini comunali. Non più due sedi (una in via Palestro ed una in via Paolo VI) ma un unico edificio adibito a questo scopo. Il materiale contenuto nella struttura di via Palestro è stato quasi tutto trasferito nel capannone di via Paolo VI, che già ospitava alcuni mezzi del Comune ed il resto risistemato in altri spazi.

    A questo punto in via Palestro, accanto all’INPS, si è deciso di riqualificare l’edificio esistente.

     

    La soluzione progettuale prevede che gli spazi del nuovo archivio siano ricavati nei due grandi ambienti esistenti, con ingresso in comune. Sulla testata est verranno realizzati un locale tecnico, dedicato al quadro elettrico e all’impianto antincendio, e un piccolo ufficio con annesso servizio igienico. Compatibilmente con le caratteristiche del fabbricato esistente, verranno adottati tutti gli accorgimenti necessari ad ottenere il maggior risparmio energetico (isolamento delle murature e della copertura, della pavimentazione, ecc.).

    L’allestimento dell’archivio avverrà con armadi-archivio compattabili e scorrevoli su rotaie.

    Gli armadi-archivio non fanno parte dell’appalto in corso, saranno oggetto di un appalto successivo che verrà finanziato con le somme recuperate degli oneri per l’ambito 11, cioè le ex Confezioni Manerbiesi.

    Il progetto prevede che, ad allestimento completo, la capacità di archiviazione netta sia di circa  2.700 metri lineari (quella esistente è pari a circa 1.500 metri lineari di scaffalature).

     

    Elenco sintetico delle principali lavorazioni previste per la realizzazione dell’opera:

    • opere murarie di demolizione dei manufatti murari incongrui;
    • rimozione lastre in fibrocemento-amianto dalla copertura, compresa tutta la lattoneria esistente;
    • nuove opere murarie riguardanti la manutenzione generale del fabbricato e la realizzazione del locale tecnico e dell’ufficio con il relativo servizio:
    • realizzazione del nuovo manto di copertura, coibentato, in lastre di lamiera grecata;
    • opere da cartongessista per la realizzazione della controparete interna coibentata e ignifuga;
    • opere da imbianchino per la tinteggiature interne ed esterne;
    • opere da fabbro per la realizzazione del rivestimento esterno in lamiera stirata;
    • realizzazione completa dell’ impianto elettrico, telefonico, dati, di messa a terra, dell’impianto antintrusione, videosorveglianza e fornitura e posa di tutti i corpi illuminanti;
    • realizzazione dell’impianto di riscaldamento, raffrescamento e deumidificazione con una unità esterna in pompa di calore e due unità interne;
    • realizzazione dell’impianto igienico sanitario;
    • realizzazione impianto antincendio ad aerosol.

     

    Dove li trovate questi soldi?

    I fondi arrivano dall’ambito di trasformazione 5, di cui ho parlato QUI. L’azienda che ha presentato il piano attuativo provvederà anche all’esecuzione dei lavori per il nuovo archivio, a scomputo della somma da versare per il pagamento degli oneri di urbanizzazione.

    L’importo previsto per l’esecuzione dei lavori è di euro 218.000,00 (euro 247.650,00 comprendendo anche le somme a disposizione).

    L’operazione risulta conveniente perché consente di realizzare le opere senza il pagamento dell’IVA, il che consente di effettuare, a parità di cifra, un maggior quantitativo di opere.

     

    Perché i soldi non li usate a fare altro?

    La prima risposta è che l’Amministrazione sceglie le priorità su cui vuole intervenire. In questi anni abbiamo lavorato molto per migliorare la situazione di Manerbio. Abbiamo riqualificato il Piazzolo, che se non ricordi era ridotto IN QUESTO MODO . Sono state riasfaltate intere strade, come via Magenta, via San Martino del Carso, via San Marino, via Piave e via Papa Giovanni XXIII ed è stata riqualificata l’illuminazione pubblica con i LED, con la sostituzione dei semafori (che fino al 2013 saltavano ogni due per tre) e il ripristino delle telecamere. Non solo: i tetti delle scuole sono stati rifatti e abbiamo dimostrato di poter intervenire velocemente e bene per risolvere i problemi, come nel caso dell’Asilo Marzotto.

    Penso – mia opinione personale – che si possa dire che molto rimanga da fare, ma anche che Manerbio è uscita dalla situazione di emergenza che vivevamo nel 2013. Le strade groviera sono scomparse e non piove più nelle classi dei nostri studenti.

    Alla luce di questo è giunto il momento di prendere decisioni coraggiose e forse impopolari, scegliendo di fare la cosa giusta anche se non crea consenso. Recuperare l’Archivio Comunale è un intervento costoso, ma necessario. Se non lo facciamo ora la memoria della nostra comunità, la memoria di Manerbio, andrà perduta per sempre.

    Noi abbiamo chiuso due fasi su tre: scarto dei documenti e realizzazione del nuovo Archivio. Chi vincerà le elezioni nei prossimi mesi dovrà finalizzare il tutto con il riordino dei documenti e il loro posizionamento sugli scaffali.

    Una Comunità non può vivere senza essere consapevole del proprio passato come un albero non può crescere senza radici. Le sfide che ci aspettano, soprattutto quelle legate all’incontro con nuove culture, potranno essere affrontate con serenità solo se saremo sicuri e consapevoli della nostra identità, della nostra storia.

     

    Perché non c’è Futuro senza Passato.

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