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    Intervista a Paese Mio – Giugno

    Sul numero di Giugno di Paese Mio è comparsa una mia intervista, realizzata da Barbara Appiani, che riporto.

     

     

    • Lei è uno degli assessori più giovani sul nostro territorio. Cosa l’ha spinta ad entrare nella pubblica amministrazione?

    La politica, come l’arte e la storia, è una delle mie passioni.  Sicuramente le persone che ho incontrato durante gli anni del Liceo, nel mondo dell’associazionismo (in particolare AVIS, ACLI e Chirone) e in politica hanno contribuito a sviluppare una sensibilità per i problemi amministrativi. Quando ho avuto l’opportunità di poter fare esperienza sul campo coltivando in contemporanea più passioni ho deciso di non farmela sfuggire. È una scelta di cui non mi pento: ha richiesto tante rinunce e non sempre è facile, soprattutto dovendo conciliare l’impegno amministrativo e politico con l’università e gli amici.

     

    • Cosa sta facendo il suo assessorato per le politiche giovanili?

    In realtà quello delle politiche giovanili più che un assessorato a sé stante è più un modus operandi. Cioè si tratta di dare ad ogni iniziativa più sfaccettature, riservandone una ai giovani.

    In questo senso abbiamo potenziato le attività di orientamento scolastico, dedicando uno spazio apposito in biblioteca, continuiamo a sostenere il CAG e collaboriamo anche con esercizi commerciali per promuovere attività di aggregazione come il torneo di calcio saponato in Piazza Italia. Speriamo di riuscire a dare un contributo concreto anche alla trasferta a Monte Giorgio dei ragazzi della Manfredini Junior Band, che meritano davvero di avere questa possibilità.

    Vogliamo cercare di mettere al centro i ragazzi senza rinchiuderli in spazi pre-costruiti e dedicati a loro in modo esclusivo. Ai giovani non serve essere messi in “riserve”, devono avere solo l’opportunità di dar provare delle capacità misurandosi con la quotidianità.

     

     

    • Le iniziative che in questi mesi hanno riguardato la biblioteca comunale come sono state recepite dai cittadini?

     In modo estremamente positivo. Abbiamo percepito che i cittadini hanno bisogno di luoghi e momenti di aggregazione e la Biblioteca riesce ad essere un punto di riferimento della nostra comunità, anche per generazioni diverse. La sinergia tra Biblioteca e Museo si è rivelata vincente. Il Bilancio sociale del 2014 ci ha già dato conto di un aumento del 14% dei prestiti: siamo fiduciosi che l’attenzione per la biblioteca e le energie investite per la sua valorizzazione daranno ancor più frutti in questo 2015 denso di attività.

     

     

    • Quali saranno gli appuntamenti culturali estivi che Manerbio offrirà ai suoi cittadini?

    Alcune attività si sono già realizzate attraverso belle collaborazioni: lo spettacolo di Hip Hop in Piazza Italia del gruppo di Claudia Mor, alla gara di regolarità per auto d’epoca di Domenica 14 con ricavato destinato a gocce di solidarietà.  Oppure penso al 2 giugno, dove grazie alla Banda e all’Associazione Chirone abbiamo costruito un programma denso di attività che ha riempito Palazzo Luzzago e dato nuova vita al passaggio pedonale tra via Mazzini e via Insurrezione nazionale.

    In estate è sempre difficile proporre iniziative culturali: la calura e le tante opportunità di svago non aiutano. Stiamo lavorando perché nonostante le difficoltà che il passaggio dall’analogico al digitale comporta ci sia ancora il cinema all’aperto, con l’appuntamento del cinema impegnato del mercoledì.

    Oltre a quest’iniziativa stiamo organizzando per il mese di luglio alcune serate per far conoscere ai manerbiesi alcuni loro concittadini illustri che hanno dato i nomi alle vie in cui abitano. L’idea è quella di portare fuori dai luoghi tradizionali, nelle piazze e soprattutto tra le vie meno centrali, occasioni di crescita e momenti di aggregazione.

    Poi altre iniziative non ne abbiamo in cantiere. Fanno già tanto gli esercizi commerciali e le associazioni, una programmazione più fitta rischierebbe di creare spiacevoli sovrapposizioni.  A conclusione della stagione estiva, in cui si inserisce anche la Notte Bianca del 18 luglio, ci sarà un settembre pieno di inizative: dalla cerimonia di gemellaggio con il comune francese di Saint Martin de Crau fino alla Notte delle Fiabe il prossimo 26 settembre passando per un evento su vintage e modernariato e molto altro ancora!

     

     

    • Quali sono le carenze della nostra scuola sulle quali intende lavorare?

    Non credo ci siano carenze su cui lavorare nella scuola. Le competenze delle insegnanti sono notevoli, come pure i progetti che si realizzano quotidianamente tra i banchi di scuola. Penso a come sono state capaci le maestre del Marzotto di gestire il trasferimenti provvisorio degli studenti in via Galliano, trasformando un disagio in un’avventura che ha coinvolto tutti i bambini. Oppure al progetto realizzato con le due scuole medie di Manerbio e il FAI, dove è emersa la capacità delle insegnanti di preparare i ragazzi ad essere vere e proprie guide, interiorizzando una parte della propria storia e mettendosi a disposizione del prossimo.

    Credo che l’offerta di Manerbio si distingua per quantità e qualità di scuole presenti sul territorio. E in questi due anni abbiamo ottenuto una sesta sezione di scuola dell’infanzia statale e il corso serale di perito meccanico presso l’IIS Pascal, l’unico ad offrirlo in provincia dopo il Castelli di Brescia. Anche dal punto di vista tecnologico, in particolare con l’installazione delle Lavagne Elettroniche e la formazione degli insegnanti per usarle correttamente, le nostre scuole sono strutture all’avanguardia.

    Mi piacerebbe però rafforzare il legame tra territorio e scuola. Si fanno tantissime attività importanti nelle aule dei nostri istituti di cui però la cittadinanza sa poco. Penso al progetto “In punta di piedi”, realizzato dal Pascal e che vale qualcosa come 25.000€. E’ un progetto importante perché analizza e aiuta a capire il peso di Manerbio sull’ambiente circostante e sul consumo di energia e risorse.

     

     

    • Come è la situazione delle strutture sportive manerbiesi? Alcune presentano criticità, esiste un progetto di riqualificazione dei vari campi presenti sul territorio?

     La volontà di riqualificare le nostre strutture sportive e di migliorare le condizioni in cui operano le nostre società c’è e l’abbiamo dimostrata con i fatti più che a parole.

    Dalla sinergia tra UISP e Comune è nato il recupero della palestra di piazza “A. Moro”, riaperta lo scorso autunno e data in gestione alla polisportiva che la occupa senza pagare il canone di affitto a fronte degli investimenti fatti per migliorare l’impianto di riscaldamento. In questi due anni abbiamo lavorato ottenendo alcuni importanti risultati: le manutenzioni sono diventate più regolari, gli interventi più rapidi e  l’occupazione degli spazi, anche se ci sono degli aggiustamenti da fare, è diventata più razionale. Grazie all’attenzione dell’Assessore Preti per l’edilizia scolastica e al lavoro dell’Ufficio Tecnico nelle prossime settimane saranno realizzati importanti interventi sul tetto delle palestre di via Cremona, risolvendo così una volta per tutte il problema delle infiltrazioni.

    Siamo in contatto con un privato per valutare la realizzazione di un primo abbozzo di skate park e continuiamo a coltivare il sogno di riportare il Rugby a Manerbio su un campo idoneo. Complessivamente però le nostre strutture godono di buone condizioni, specialmente se consideriamo quelle di altri comuni. Di questo dobbiamo ringraziare le società sportive, in particolare la Virtus per il campo di via Verdi e l’ACAM per quello del Pascal e la UISP per la Palestra di piazza “A. Moro”.

     

     

    • E’ confermata la notizia di una edizione 2015 del torneo Atp di tennis a Manerbio?

    Sì, il Torneo, che si terrà dal 24 al 30 agosto, è stato inserito nel calendario ATP e quindi la notizia è ufficiale. Credo sia una bella occasione per Manerbio di recuperare qualcosa che negli ultimi andati era andato perso, ma non solo. Una delle cose che cerco di fare nei settori che mi sono stati affidati è quello di creare iniziative che abbiano un valore in sé (sportivo, culturale, educativo, ec…) ma che sappiano creare indotto sul territorio, andando contro l’idea che con la Culturale – e lo Sport – non si possa mangiare.  Lo abbiamo fatto con la Notte delle Fiabe, lo abbiamo fatto col FAI e ora crediamo di poterlo fare col Torneo. Sarà un’occasione importante per lo Sport di Manerbio ma anche per gli operatori commerciali, i ristoratori e più in generale per i nostri concittadini.  Ringrazio il gruppo che sta lavorando con impegno per un’iniziativa che non è né vuole essere del Comune ma della comunità.

     

     

    • Cosa pensa dell’associazionismo manerbiese? Cosa ha fatto o intende fare il suo assessorato per incentivare le forme associative già presenti e crearne di nuove?

    L’associazionismo, quando non degenera e dissimula altre finalità, è sempre positivo. A Manerbio credo che il problema più grande sia una certa chiusura delle realtà associative: tendono a presidiare singoli settori e raramente nascono progetti di collaborazione che superano gli steccati che le dividono. È vero anche che qualcosa sta cominciando a cambiare: penso al bel progetto dell’Associazione Insieme, che ha coinvolto una pluralità di realtà manerbiese, piuttosto che all’iniziativa che sta nascendo e raccogliendo alcuni gruppi sul tema delle slot machine.

    Da quando mi sono insediato ho incoraggiato la formazione di due realtà associative: il Vaso di Pandora, che si occupa di didattica museale, e gli Amici della Biblioteca di Manerbio, che sono sicuro si riveleranno una risorsa preziosa per la nostra Biblioteca Civica. Ho chiesto anche ai volontari del Pedibus di pensare a strutturarsi in un’associazione per dar continuità a questo bel progetto anche oltre le singole edizioni.

    In questi due anni abbiamo lavorato per le associazioni in primo luogo riducendo in modo drastico i prezzi delle sale pubbliche. Se prima si era “obbligati” a concedere il patrocinio per esonerarle dal pagare prezzi astronomici, oggi abbiamo fissato delle tariffe accessibili. Chiediamo a tutti – salvo rare eccezioni – di pagare per compartecipare agli alti costi di gestione del teatrino.

    Abbiamo accelerato i tempi di risposta dell’ufficio e le scelte inerenti al patrocinio sono di solito comunicate nel giro di pochi giorni.

    Grazie all’impegno dell’Assessore al Bilancio siamo riusciti a esonerare le associazioni che occupano i locali del Comune dal pagare le utenze, in modo da alleggerire situazioni economiche già messe in difficoltà dalla crisi. Con loro stiamo stringendo convenzioni dove a fronte della concessione della sede le associazioni si impegnano in servizi per la comunità, così che talenti e competenze vengano rimesse a disposizione di Manerbio.

    Mi piacerebbe che in futuro, oltre a poter tornare ad erogare alcuni contributi, si costituisse un piccolo fondo per finanziare la costituzione di nuove realtà associative che arricchiscano la nostra comunità.