• L’accordo tra le Scuole d’infanzia

    L’apertura della sesta sezione presso la “G. Marzotto” ha risollevato un tema significativo. Come regolamentare l’offerta formativa tra le due scuole d’infanzia del territorio?

    Negli scorsi anni (e fino al 2013, in generale) la scelta è stata quella di proseguire l’apertura di nuove sezioni statali, a volte ad anno scolastico già avviato. Questa situazione determinava una problematica non indifferente: la Fondazione “G. Ferrari” si organizzava, sulla base delle iscrizioni, per funzionare con un certo numero di alunni, e questi progressivamente migravano in corso d’anno, arrivando in qualche caso a far mancare un’intera classe, con pesanti conseguenze sulla gestione economica della più antica scuola di Manerbio.

    Non solo: questo spostamento rischiava di provocare un distacco dei bambini dalla realtà a cui erano abituati, in termini di amicizie e di personale insegnante, per catapultarli in un contesto diverso. Anche il progetto educativo, giustamente differenziato tra i due istituti, finiva per passare in secondo piano.

     

    Per questo motivo è stata elaborato un accordo, proposto dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Manerbio ed accettato dalla Fondazione “G. Ferrari”, dall’IC Manerbio, dall’Ufficio Scolastico Provinciale di Brescia e dalla FISM, cioè l’associazione di categoria delle scuole materne paritarie.

     

    Cosa prevede l’accordo?

    Viene ribadito il divieto di doppia iscrizione. Non si potrà frequentare una scuola rimanendo in lista d’attesa dell’altra: l’iscrizione ad una comporta l’immediata cancellazione dalla successiva lista d’attesa, scongiurando il rischio di spostamenti in corso d’anno.

    Allo stesso modo non si genereranno false liste di attesa. Queste vengono utilizzate spesso come metro per valutare la necessità di chiedere o meno una nuova sezione, ma fino alla firma dell’accordo erano “gonfiate”. Se l’elenco consisteva di 10 bambini non era detto che fossero tutti impossibilitati a frequentare la scuola. Anzi, spesso un buon numero era già alunno dell’altra scuola, finendo per dare un dato non rappresentativo della realtà.

     

    L’accordo ha dimostrato di funzionare pienamente, pur essendo suscettibile di sviluppi e miglioramenti. La migrazione è stata bloccata in modo radicale, e le liste di attesa si sono fisiologicamente ridotte.

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