• L’Agenda di Ursula

    Ieri si è tenuto di fronte al Parlamento Europeo l’appassionato discorso di Ursuola von der Leyen. Contestualmente è stato rilasciato il suo programma per la Commissione Europea che sarebbe chiamata a guidare in caso di conferma.

    Proprio di questo documento (accessibile QUI in lingua inglese) ho provato a fare una sintesi. Per facilitare la letteratura (anche a puntate) è possibile accedere alle singole sezioni direttamente dal sommario. La traduzione dei termini inglesi che ho scelto è quella più fedele possibile, anche se non sempre suona elegante in italiano. Infine la ripetitività degli argomenti e la loro posizione nello sviluppo argomentativo riflette quello del programma, che non riaggregato.

    Il programma della presidente si apre con l’Europa dei suoi figli. Quella in cui ognuno può essere liberamente chi vuole, libero da pregiudizi, in cui donne e uomini possono raggiungere i propri obiettivi realizzandosi. Vuole un’Europa capace di traghettare i propri cittadini in un mondo più salutare e digitale. Quella che intende disegnare è un’Unione delle opportunità, letteralmente: “We must focus on equality and creating chances for all, whether for women or men, whether from East, West, South or North, whether young or old”. Von der Leyen si è impegnata ad una forte collaborazione con il Parlamento Europeo (nel discorso si è esposta sostenendo apertamente il suo potere di iniziativa).

    Ha individuato sei punti chiave della propria proposta politica:


    European Green Deal

    La presidente si impegna a trasformare l’Europa nel primo continente climaticamente neutrale. I cittadini hanno chiesto a gran voce un cambio di rotta sulle politiche ambientali e nelle sue intenzioni von der Leyen vuole realizzare una revisione delle politiche industriali e del modello economico dell’Unione Europeo, innovando e sostenendo la ricerca. Il piano per raggiungere questo obiettivo ambizioso sarà presentato entro i primi 100 giorni e renderà legge l’obiettivo di diventare un continente climaticamente neutro entro il 2050, raggiungendo e superando gli standard fissati dall’Accordo di Parigi (lo puoi leggere QUI).

    Si propone di tassare il carbone e i combustibili inquinanti, non esonerando il settore della navigazione e dell’aviazione civile e commerciale per ottenere una riduzione superiore al 40% delle emissioni (fissato dall’Accordo di Parigi).

    Viene posta attenzione sull’implementazione dell’economia circolare e il sostegno della riduzione dell’uso di fonti energetiche inquinanti per le indrustrie c.d. energivore. Secondo la von der Leyen sostenibilità ambientale e la vocazione manifatturiera dei paesi europei devono riuscire a coesistere per il bene delle persone.

    Con grande realismo la presidente sostiene la necessità di partire da livelli diversi e con diversi gradi di intensità, essendo l’Unione caratterizzata da forti diversità tra singoli paesi e, spesso, tra le regioni dello stesso stato. Nessuno verrà lasciato solo in questa transizione che sarà sostenuta anche da fondi appositi. Tutte le parti sociali (stati, comunità locali, imprese, cittadini, scuole e società civile) saranno coinvolte in un grande Patto Europeo per il Clima. La percentuale di impegno della Banca Europea di Investimento passerà dal 25% attuale al 50% entro il 2025 e in generale stima l’investimento economico dell’Unione in 1 trilione di euro (cioè 1,000,000,000,000 €) nei prossimi 10 anni.

    La proposta di von der Leyen riguarda anche la tutela del paesaggio e della biodiversità. Nel Greean Deal sarà contenuta una strategia per la Biodiversità da realizzare entro il 2030 che preveda anche la possibilità di un’agricoltura sostenibile ma capace di soddisfare i bisogni alimentari della popolazione.

    l’ambizione è di trasformare la transizione ecologica in un’opportunità per creare nuovi posti di lavoro, migliorare la qualità della vita dei cittadini e per costruire un nuovo modello economico che sia d’esempio per il mondo.


    Un’economia che lavora per le persone

    Nel documento l’attenzione viene focalizzata sulle piccole e medie imprese che costituiscono l’ossatura dell’economia europea e rappresentano i principali creatori di nuovi posti di lavoro. La presidente vuole garantire loro l’accesso alle nuove tecnologie, alle innovazioni e l’accesso al mercato (unico).

    Si popone di costituire un fondo che fornisca credito (e quindi risorse) in maniera specifica a questa tipologia di imprese per affrontare le sfide del presente e del futuro. Di fronte alle sfide del futuro e alle nubi scure che si stagliano all’orizzonte (ad esempio riguardo alle guerre commerciali di cui si è parlato nei mesi scorsi) von der Leyen vuole trasformare l’Europa affinché sia attrattivi per gli investimenti e possa offrire ai giovani (e non) posti di lavoro di qualità.

    Sarà rafforzata e completata l’unione bancaria, con una garanzia dei depositi di livello continentale che permetterà ai cittadini di avere maggiori certezze sulla sicurezza dei propri risparmi.

    La prospettiva è quella di un rafforzamento dell’euro, accompagnato da un budget per la competitività e la convergenza delle politiche nell’area della moneta unica e il sostegno ai paesi che intendono abbandonare la valuta nazionale per abbracciare questo ambizioso progetto.

    Quello che sicuramente sarà più complesso da garantire è una politica economica che garantisca stabilità ma permetta attraverso spazi di flessibilità (tutta quella consentita dai trattati) di favorire maggiormente la crescita.

    Circa la politica economica della Commissione, è stato previsto un maggiore controllo da parte del Parlamento con l’impegno dei commissari competenti a riferire all’Aula prima delle decisioni chiave.

    Riguardo al lavoro la von der Leyen si è impegnata a presentare entro 100 giorni una proposta di legge per il salario minimo garantito e successivamente un sussidio europeo di disoccupazione per conciliare mercato e diritti sociali. A questo proposito viene inoltre proposto un fondo di garanzia per i bambini, legato a finanziare gli interventi che diano loro accesso ai servizi educativi essenziali oltre a un miglioramento della normativa europea in materia di conciliazione lavoro/famiglia.

    Non solo: viene proposto un grande piano per affrontare il cancro in Europa, finalizzato ad aumentare le misure di prevenzione, l’efficacia delle cure e le percentuali di sopravvivenza dei cittadini colpiti da questa malattia.

    La von der Leyen ha inoltre individuato come campo essenziale per la crescita e lo sviluppo quello delle uguaglianze. Deve essere garantita la parità salariale tra uomo e donna e vanno messe a punto strategie per prevenire le violenze domestiche

    infine la strategia economica della presidente tedesca punta ad una giusta tassazione, contrastando la corsa al ribasso che alcuni paesi (come l’Irlanda ed il Lussemburgo) portano avanti a danno degli altri membri dell’Unione. Viene proposta una tassa sulle compagnie tech (come Google e Amazon) e un impegno a semplificare il quadro della tassazione nel continente.


    Un’Europa adeguata all’epoca digitale

    Si propone di conservare il ruolo di standard-maker dell’Unione (cioè di chi stabilisce quali siano gli standard commerciali diffusi) nel campo delle nuove tecnologie ed in particolare della rivoluzione del 5G. serve un bilanciamento tra la fruibilità dei dati per lo sviluppo e l’uso di app e il diritto alla privacy dei cittadini, creando un modello europeo diverso da quello americano in questo campo.

    Nei primi 100 giorni la presidente propone di elaborare un approccio coordinato ed europeo alle implicazioni etiche dell’intelligenza artificiale. Intende digitalizzare in modo totale la Commissione Europea come esempio per il continente.

    Lo sviluppo tecnologico deve fondarsi sui valori che caratterizzano l’Unione Europea. l’educazione sarà fondamentale in questo processo che von der Leyen vuole guidare e non subire, ed ipotizza anche di semplificare la mobilità da un sistema nazionale ad un altro, favorendo la circolazione dei giovani e delle buone esperienze. È favorevole a triplicare i fondi Erasmus dedicati agli studenti che decidono di frequentare un periodo del proprio percorso universitario all’estero.


    Proteggere il nostro modo di vivere europeo

    Nel suo programma la presidente ha rimarcato l’impegno a difendere lo Stato di diritto ovunque venga messo in discussione, poiché costituisce un valore fondante dell’Unione.

    Ha definito la Commissione guardiana dei trattati ed al servizio della giustizia, dicendosi pronta ad usare ogni strumento consentito per ottenerne il rispetto a livello continentale e dei singoli stati membri.

    Intende mettere a punto un meccanismo chiamato rule of law (regola della legge) che si sostanzi in un dialogo con gli stati membri e in un forte coinvolgimento dell’Europarlamento.

    Sarà centrale nella sua azione la riforma del Trattato di Dublino, del diritto d’asilo e un rafforzamento dei confini rendendo più sicuro l’accesso al continente attraverso corridoi umanitari.

    Concorda con il rafforzamento di Frontex (di cui avevo parlato QUI alcune settimane fa) e ritiene che serva un diritto d’asilo comune e non gestito singolarmente da ogni paese, per alleggerire il peso che gli stati membri di frontiera (come l’Italia) subiscono a causa della loro posizione geografica.

    Secondo la presidente chi parte per l’Europa lo fa perché non ha altra scelta. Per questo serve rafforzare la cooperazione internazionale e lavorare per migliorare le condizioni di vita di queste persone nei propri luoghi d’origine. In particolare von der Leyen guarda all’Africa e ai Balcani. Nel documento viene ribadito che salvare vite umane è un dovere e che non può essere una questione gestita “caso per caso” ma deve avere un approccio sistemico.

    Riguardo alla sicurezza interna si auspica maggior cooperazione tra le forze dell’ordine nazionali e il rafforzamento di un procuratore generale europeo con competenze particolari in materia di anti terrorismo


    Un’Europa più forte nel mondo

    La strategia di promozione e rafforzamento dell’Unione per von der leyen passa dal rafforzamento dei rapporti bilaterali con le altre potenze e dal tentativo di porsi a guida dei cambiamenti.

    Centrale è il ruolo del mercato e del commercio che hanno funzionato bene in questi anni, facendo cooperare i paesi e trasformando il nostro continente in un luogo attrattivo per gli investimenti: siamo i principali esportatori del settore manifatturiero e siamo il maggior partner commerciale per oltre 80 paesi.

    Intende concludere i trattati di libero scambio di Nuova Zelanda ed Australi e riprendere quelli con gli USA, coinvolgendo il Parlamento, la società civile e con un processo trasparente. Il commercio non sarà un’attività fine a sé stessa ma il vettore per far sostenere nel mondo i valori europei. Sarà inflessibile nel rifiutare il lavoro minorile, produzioni ambientalmente non sostenibili e condizioni non rispettose di standard minimi di protezione dei lavoratori.

    Gli strumenti di protezione del mercato saranno usati se necessario a difendere l’Europa.

    Per essere più forte l’Europa dovrà agire in modo più convinto e rapido. Per questo verrà preferito il metodo decisionale a maggioranza, anziché all’unanimità.

    La presidente intende rafforzare il fondo per sostenere la ricerca comune e lo studio e lo sviluppo di tecnologie e pratiche compatibili che facciano convergere gli eserciti nazionali verso standard comuni.


    Una nuova spinta per la democrazia europea

    L’orientamento principale è quello di dar agli europei un ruolo maggiore nei processi decisionali. A partire dal 2020 e per due anni si terrà una grande conferenza europea che coinvolga i cittadini nel disegnare il futuro dell’Unione.

    La presidente ritiene fondamentale il riconoscimento del diritto d’iniziativa del Parlamento Europeo e – sebbene tale potere non sia riconosciuto dai trattati – si impegna ad assumere ogni provvedimento di legge necessario per dar concretezza ai voti dei suoi deputati.

    Si intende ripristinare il question time, un momento di confronto periodico della Commissione con gli eurodeputati, in Aula, e si annuncia l’impegno ad un maggior coinvolgimento del Parlamento. In proposito all’elezione del Presidente della Commissione c’è la volontà di rafforzare e rendere irreversibile il principio dello Spitzenkandidaten.

    Il programma della von der Leyen si conclude con un focus sul rischio che la democrazia europea vive a seguito degli attacchi esterni. Il tentativo di alterare ed influenzare l’esito delle elezioni del maggio scorso e quelle nazionali è conclamato e per questo la presidente auspica un intervento forte della Commissione che contrasti anche i messaggi d’odio online.