• Leggi iniziativa popolare, referendum, basta un s'

    Le tue idee possono diventare legge.

    La riforma costituzionale, se sarà approvata dal voto popolare, introdurrà delle novità importanti per quello che riguarda le leggi di iniziativa popolare.

    Oggi l’art.71 comma 2 della nostra Costituzione dice:

    “il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli”

     

    Da quando questo articolo è stato attuato (con la legge 352 del 1970)  in Italia sono stati presentati 260 progetti di legge di iniziativa popolare. Di questi 260 progetti di legge, in 46 anni solo 3-4 sono diventate leggi a tutti gli effetti (l’1,15% di tutte quelle proposte).

     

    Le proposte di legge di iniziativa popolare, al pari di tutte le leggi, devono essere discusse prima dalla commissione competente per materia e poi vengono discusse e votate in aula, perché vengano approvate o bocciate definitivamente.

     

    Cosa è successo? Ad oggi solo il 43 % dei progetti di legge è stato discusso almeno in commissione (e non tutte sono poi arrivate in aula, impantanandosi prima). Più della metà delle leggi non è mai stato preso minimamente in considerazione. Più della metà delle leggi non è mai uscito dal cassetto del Presidente per essere assegnato alla commissione cominciando la discussione.

     

    Se il 4 dicembre vincerà il Sì l’articolo 71 comma 2 diventerà:

     

    Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno centocinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli. La discussione e la deliberazione conclusiva sulle proposte di legge d’iniziativa popolare sono garantite nei tempi, nelle forme e nei limiti stabiliti dai regolamenti parlamentari.

     

    Cosa significa?

    Se la Riforma costituzionale sarà approvata aumenterà il numero di firme necessarie ma sarà obbligatorio per il Parlamento discutere la proposta di legge presentata dai cittadini. Non si potrà più far finta di niente.

     

    È un passo importante per dare responsabilità alla maggioranza che governerà il paese: potrà legittimamente respingere o approvare i progetti di legge presentati dai cittadini, ma dovrà farlo pubblicamente, in un dibattito parlamentare e prendendo una posizione chiara, senza ambiguità e trucchi.

     

    Un’ultima considerazione: quando la Costituzione fu approvata dal Parlamento, le persone con diritto di voto e che quindi potevano firmare un progetto di legge erano 28.005.449. Oggi gli elettori in Italia sono 50.681.772, quasi il doppio. Aumentare le firme – con l’obbligo di discussione della legge – non è una scelta insensata se consideriamo questo dato oggettivo.

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