• Ciao Marco!

    Ieri è morto Marco Pannella. Non ho mai avuto una particolare simpatia per lui ma non si può fingere che sia stato un politico qualunque. Lo dimostra il turismo (un po’ squallido) di tanti politici che nelle ultime settimane di vita del radicale gli hanno fatto visita per rubare qualche selfie e, nelle migliori delle ipotesi, per dare il proprio saluto al vecchio leone.

    È  stato uno dei protagonisti della Repubblica che con il suo impegno ha contribuito a vincere tante battaglie senza le quali l’Italia sarebbe ancora più lontana di quanto già non sia dai valori delle altre grandi democrazie europee.

    Alberti Einstein diceva che: “Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa.”.  Marco Pannella è stato qualcosa di più: anche quando una cosa sembrava impossibile lui ha sempre combattuto come un leone, cercando di portarla a casa.

    Nonostante qualche passo in avanti, come le Unioni civili, rimane ancora tantissimo da fare per realizzare la visione di libertà di cui è stato alfiere per tutta la sua vita. Penso alla legalizzazione delle droghe leggere o alla condizione in cui si trovano le carceri italiane. Tanti temi che ancora oggi sono dei tabù quando oltre la Alpi sono conquiste diventate parte del patrimonio di diritti di ogni cittadino.

    In un momento come questo, dove in Europa si alzano barriere e la paura spinge i governi a tornare indietro di decenni, è fondamentale mantenere alta la bandiera di una società più giusta, aperta ed equa.

    Sono battaglie che probabilmente il Partito Radicale non riuscirà ad affrontare da solo, ora che è orfano di uno dei suoi più determinati combattenti.

    Serve farsi carico nel quotidiano di un’eredità pesante ma da condividere e riuscire – anche se non è semplice – ad essere liberi,  cercando di essere dalla parte giusta e non dalla parte più conveniente, non rinunciando ad avere il coraggio delle proprie idee.

     

    Ciao Marco! 

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