• Passiamo il testimone di Giulio

    Circa un anno fa, grazie alla condivisione dei Consiglieri, una proposta a cui tenevo molto è diventata realtà. Il Comune di Manerbio ha deciso di aderire alla campagna Verità per Giulio Regeni, affiggendo sulla facciata uno striscione.

    È giusto ricordare che l’iniziativa era stata per noi a costo zero, visto la disponibilità dei Giovani Democratici locali di comprare a loro spese lo striscione che poi, in effetti, ha campeggiato in continuazione sul fronte del municipio.

    Effettivamente dopo un anno quella striscia giallo evidenziatore che sottolineava la nostra richiesta di verità per Giulio Regeni, rischiava di perdere valore, di essere uno scontato elemento di arredo.

    Cosa fare? Come dargli un nuovo e rinnovato significato?

    Il pensiero di molti, non solo il mio, è stato quello di credere che la posizione migliore fosse una scuola. E tra tutte l’IIS “B. Pascal”, l’istituto d’istruzione superiore della nostra città sui cui banchi, ogni giorno, si siedono 760 studenti. Per questo motivo, ancora ad ottobre, ho cominciato a parlarne con il nuovo dirigente scolastico, il prof. Tonidandel, e con la sua vice, la prof.ssa Lonardini. E già ho raccontato del grande rapporto di collaborazione che è nato in questi mesi e che ha portato – tra gli altri – importanti risultati sui pullman da e per la scuola (ne ho parlato QUI).

    Abbiamo quindi pensato di “costruire” una serie di iniziative per far arrivare preparati i ragazzi a questa consegna di testimone. Sono state quindi organizzate tre assemblee che hanno coinvolto tutti gli studenti.

     

    La prima assemblea ha avuto come protagonista Manlio Milani, che ha raccontato la sua esperienza di sopravvissuto alla Strage di Piazza Loggia e il suo impegno nella ricerca della Verità. Una ricerca che continua ancora oggi, che ha permesso di raggiungere dopo 43 anni una sentenza storica e che ancora chiede che ogni segreto, ogni velo sugli Anni di Piombo cada.

    La seconda, ripetuta in due turni, ha visto la presenza di Amnesty International. Due volontari hanno dato una panoramica dei diritti violati, in un mondo dove vengono calpestati ogni anno sempre di più.

    Sono passati poi a raccontare la vicenda di Giulio Regeni, un ragazzo di 28 anni torturato ed ucciso per le ricerca che stava facendo sul  campo, per conto dell’Università di Cambridge, sui sindacati indipendenti in Egitto. Un omicidio che ha subito depistaggi grossolani e continui da parte delle autorità egiziane, per cui tutti – e l’Italia in particolare – sta chiedendo giustizia.

     

    Alla fine il momento di condivisione si è concluso alle 12, con tutti gli studenti della scuola che sono usciti e hanno assistito al posizionamento dello striscione, sotto al quale abbiamo speso poche parole per rimarcare il significato profondo di quel pezzo di pvc. Abbiamo passato il testimone agli studenti, costruendo tutte le condizioni perché possano essere loro stessi ad essere la fiammella nel buio.

    Come dice Amnesty:

     

    Meglio accendere una candela che maledire l’oscurità

     

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