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    Perché partecipo alla SFISP

    Ieri ho cominciato un’esperienza che mi ero impegnato a fare, prima di chiudere il mio mandato da assessore. Se qualcuno non lo sa o non lo ricorda, a Manerbio si voterà nel 2018. In questi 4 anni di impegno per il mio Comune ho sempre pensato che fosse mio compito prepararmi. Studiare, frequentare corsi, confrontarmi con i colleghi. Da quando ho cominciato, a 21 anni, ho sempre speso una parte della mia indennità per partecipare a queste occasioni. Sono stato così ai corsi sulla comunicazione di ANCI, ho partecipato alle iniziative romane di Forza Europa o alle scuole di formazione dei Giovani Democratici e dei Futuredem. Stavolta, dopo le buone parole che ha speso Davide Bellini su questa esperienza, ho deciso di partecipare alla Scuola per l’impegno sociale e politico della Diocesi di Brescia.

    La prima bella sorpresa è stata scoprire che questa “scuola” è intitolata a Gennaro Franceschetti, parroco di Manerbio prima di essere elevato a Vescovo di Fermo, scomparso purtroppo alcuni anni fa. Voluta dall’ex vescovo di Brescia Luciano e da don Mario Benedini, è un corso monotematico che in un appuntamento al mese si rivolge ai ragazzi dai 18 ai 40 anni per farli crescere nell’incontro e nel confronto.

    Quali sono gli obiettivi della scuola?

    •  Ridare alla Politica il proprio senso. In questa fase storica sembra serva vergognarsi di essere attivi in politica. Si nasconde di essere iscritti ad un partito, ci si sente ladri ad essere pagati per il proprio ruolo. Invece è giusto. La Politica è servizio, ma è anche una professione, che magari non dura tutta la vita ma che va svolta con competenza e senza improvvisazione.
    •  Rifiutare le banalizzazioni, le ideologie preconfezionate e tornare a farsi domande. Se manca una riflessione dietro, un’idea alta dell’impegno Politico, anche l’attività sociale ed amministrative sembrerà piatta, priva di una bussola da seguire.
    • Dare criteri di discernimento. Vale a dire offrire a chi questa scuola la frequenta gli strumenti per guardarsi intorno. Siamo pieni di politici e cittadini che hanno la risposta. O meglio, che pensano di avere la risposta. A volte lo fanno in buona fede, a volte sono consapevoli di banalizzare le questioni. Servono chiavi di lettura della realtà che ci aiutino a trovare i riferimenti per capirla nella sua complessità.
    • Passare dal pensiero all’azione, imparando che la riflessione è fondamentale.

    Il tema che è stato scelto per il 2017 è il Lavoro. È un tema “al di fuori” delle mie deleghe come assessore, e non mi ha mai particolarmente interessato. Non devo ricordare che fin da sempre sono stato interessato alla Cultura, alle Biblioteche, ai Giovani, alla loro Istruzione ed Educazione. Ma proprio perché non me ne sono mai occupato ho deciso di partecipare alla Scuola. Voglio far miei i metodi (studio, approfondimento, riflessione critica) ma acquistare anche competenze che oggi non ho. Perché per fare bene, oggi, serve non vivere in steccati mentali ma provare ad avere una visione d’insieme.
    Come sarà questa esperienza? Spero positiva. Ad oggi ho un obiettivo:

    imparare a studiare, riflettere ed agire.

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