• I Pioppi cipressini di via Madre Teresa

    Una delle questioni più sentite, specialmente nella zona più a sud di Manerbio, è quella degli alberi. La poca cura che si è avuta nel corso degli anni – dando per scontato che non servisse molta manutenzione a piante così grandi – e la scelta di essenze sbagliate per alberare le nuove vie, ha prodotto delle conseguenze. Purtroppo risolvere questo tipo di problemi costa e non poco.

    I disagi più grandi sono quelli vissuti da chi abita nelle case costruite nel Comparto d’Intervento Strategico 3. La zona, per essere più chiari, è delle nuove costruzioni in via Madre Teresa di Calcutta. Qui sono stati scelti dei pioppi cipressini per decorare le varie vie che compongono il quartiere, forse anche con l’intento di creare una barriera verde tra la strada, la pista ciclabile e le nuove case che qui sono state realizzate.

    Nel corso degli anni i pioppi sono cresciuti, oltre le aspettative.

    Sono diventati un problema. Lo sono quando soffia il vento, che fa oscillare pericolosamente le piante; ma non preoccupano solo con il maltempo: nel corso degli anni le loro radici sono cresciute in superficie, sollevando l’asfalto della pista ciclabile e rendendolo sconnesso, e si sono introdotte nelle tubature. Durante un intervento di manutenzione sulla rete fognaria, si è potuto constatare come gli impianti siano invasi dalle radici dei pioppi, che li hanno danneggiati e ostruiti.

     

    Per questo motivo il Comune ha deciso di intervenire, e si è fatto carico del problema Giandomenico Preti, l’assessore ai lavori pubblici. Non avendo a disposizione un dipendente competente in materia di piante, è stato incaricato un dottor agronomo. Il suo compito è stato quello di evidenziare, con un censimento in primis, le alberature con criticità (pioppi e filari di tigli) e quindi di realizzare piano di interventi di manutenzione, programmati in step successivi. Lo potete vedere su ogni pianta di Manerbio, che ha un cartellino come questo. Il cartellino è la prova che la pianta è stata esaminata e registrata.

     

    etichetta alberi manerbo

     

    Cosa succede ora?

    Ora che il progetto è stato ultimato si procederà con l’abbattimento tutti i tigli compromessi. L’obiettivo è di evitare così che possano diventare pericolosi, cadendo o trasformandosi in focolai per malattie per le piante sane ancora sane. Allo stesso modo di provvederà, con un primo intervento, ad eliminare i pioppi cipressini della zona del CIS 3 procedendo alla loro sostituzione con piante meno invasive. Si pensa in particolare alla Quercia fastigiata detta anche “piramidale”.

    Nello scegliere e nel posizionare le nuove alberature verranno seguiti alcuni criteri. In particolare verranno preferiti alberi che crescono lentamente, facili da mantenere e con radici che vanno in profondità, anziché allargarsi in superficie danneggiando asfalto e fognature. Verranno, inoltre, posizionati in modo che non coprano i pali della luce evitando spiacevoli disagi per il futuro, come si può purtroppo sperimentare in diverse vie del paese.

4 Commenti

  1. ruffini renato says: 11 dicembre 2017 at 11:40Rispondi

    Buongiorno,
    per i pioppi cipressini ( CIS 3) è previsto l’eliminazione completa di tutte la alberature ?.
    Da quali tipologie di essenze verranno sostituite e in che numero ?
    Le alberature hanno bisogno di cura e manutenzione con cadenza programmata Ad oggi è evidente che la programmazione .è carente e si interviene solo quando sorge il problema.
    In alcune aree verdi è oramai da parecchi anni che non si interviene ( p.es. zona Largo Canti – via Teresio Olivelli via Martiri ( Viale Cimitero ) e in altre zone dove si è intervenuto hanno capitozzato le piante compromettendole per sempre ( vedi zona Artigianale). Mi auguro che l’intervento dell’ agronomo oltre al censimento e verifica delle alberature serva affinché chi è preposto alla cura e manutenzione se ne occupi con maggior attenzione
    grazie per l’attenzione

    • Fabrizio says: 14 dicembre 2017 at 11:56Rispondi

      Buongiorno,
      Tutto quello che dice è vero. I pioppi cipressini saranno TUTTI abbattutti, perché al di là della loro quantità, anche la singola pianta è un problema. E’ già stata individuata la nuova essenza che le sostituirà con una piantumazione regolare ma che sia pensata per evitare di intralciare l’illuminazione pubblica. La scelta è ricaduta sulla Quercia fastigiata. E’ una pianta diffusa nell’Italia settentrionale e che si è già dimostrata adatta ad fare da alberatura ornamentale.

      Sicuramente ci sono stati errori nelle manutenzioni in alcuni casi, e totale mancanza di attenzione per altri. Il lavoro di censimento dell’agronomo ha questo obiettivo: darci un quadro chiaro dello stato di salute di tutte le piante e un’indicazione dei prossimi interventi per garantire la salute del nostro patrimonio arboreo e rimediare nel possibile ad errori del passato.

      Grazie mille per lo spunto di discussione 🙂

  2. Emanuela Cigolini says: 20 dicembre 2017 at 10:07Rispondi

    I TIGLI DI VIA VERDI

    Condivido fortemente queste parole che ho letto:
    Gli alberi non hanno alcuna colpa o intenzione di nuocere. Anzi, al contrario essi forniscono molti servizi ambientali, eco-sistemici, estetici e funzionali per la salute dell’uomo. Pertanto, non possiamo certo privarci di alberi solo perché potenzialmente pericolosi. Gli alberi diventano un pericolo mortale per i cittadini quando vengono curati male, maltrattati, distrutti e torturati da potature sbagliate. Ritrovandosi poi, in contesti cittadini sono ovviamente più vulnerabili che in un bosco. Non lasciamo che gli alberi finiscano per essere il capro espiatorio, avendo coscienza che essi sono preziosi e indispensabili per una sana vita e che quindi, il rischio, se pur minimo, vale la candela.
    Le righe seguenti sono tratte dalla prefazione del libro Plant Revolution di Stefano Mancuso:
    “Ho l’impressione che la reale importanza delle piante per la vita dell’uomo non sia percepita nella sua interezza dalla maggior parte delle persone. Certo, tutti sanno – o almeno me lo auguro – che respiriamo grazie all’ossigeno prodotto dai vegetali, e che l’intera catena alimentare, e quindi il cibo che nutre tutti gli animali della Terra, si basa sulle piante. Ma quanti hanno chiaro che petrolio, carbone, gas e tutte le cosiddette risorse energetiche non rinnovabili non sono altro che una forma diversa dell’energia del sole fissata dalle piante milioni di anni fa?”
    I TIGLI più vecchi di Via Verdi hanno circa 80 anni, crescono lentamente e non hanno mai dato grossi problemi. Se anche alcuni di loro verranno abbattuti, vivremo così a lungo da poter rivedere il nostro bel Viale alberato? I tigli sono vita, ossigeno, cibo, creano ombra e fresco per l’estate e pascolo per le nostre sempre più povere api.
    Meglio un albero maturo che un brocco!
    Quanti TIGLI verranno abbattuti?

    • Fabrizio says: 20 dicembre 2017 at 18:20Rispondi

      La riflessione è assolutamente giusta, ed il dubbio che lancia è frutto della poca chiarezza dell’articolo sul mio blog e di quello pubblicato dal GDB.

      Le situazioni delle piante sono due e distinte.

      La prima è quella dei pioppi cipressini di via madre Teresa. Su quelle piante non c’è santo che tenga: è la loro struttura a renderle inadeguate alla “vita in città”, perché se pure i rami potrebbero essere mantenuti a costi altissimi, sarebbe tecnicamente difficile poter lavorare sulle radici e renderle inoffensive senza minare la stabilità della pianta. Partendo da questo dato oggettivo era necessario fare qualcosa.
      E a questo proposito gli amministratori, i politici, hanno deciso si che in 3 anni quei piopi andranno tagliati. Ma proprio perché condividiamo l’attenzione al verde e al suo ruolo nel garantire una migliore qualità della vita, le piante saranno sostituite. Saranno piantate ad una distanza adeguata ad evitare che si diano fastidio a vicenda e che, crescendo, possano diventare un problema per i pali. Le piante, che saranno messe a dimora in primavera, saranno piante adatte a “vivere in città”.

      La seconda situazione riguarda i tigli. Queste piante non danno grossi problemi dal punto di vista della crescita. Tant’è che tigli e platani sono presenti in quasi ogni comune per fare alberature in centro, proprio perché adatte per apparato radicale e ritmo di crescita.

      Cosa c’entrano quindi? Semplicemente dal censimento fatto da un agronomo professionista, è emerso che alcuni tigli sono malati e non più curabili. Lasciarli lì non è pensabile: rischierebbero di contagiare le piante vicine, accendendo un focolaio e mettendo in pericolo molti più tigli.

      Quindi mentre i pioppi saranno tutti abbattuti in 3 anni per i problemi a radici, tubature e per ragioni di stabilità (venendo poi sostituiti), dei tigli si elimineranno solo le piante troppo malate e pericolose.

      La mia speranza è di riempire presto i buchi lasciati vuoti da piante giovani, tanto in via Verdi quanto in piazza Italia .

      Spero di aver chiarito il malinteso.

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