• documento Gd, GD Brescia, fabrizio bosio, jacopo baraldi, gd immigrazione, documento gd brescia

    Profughi, Immigrazione e Sicurezza secondo i GD

    Riporto il Documento approvato l’11 Dicembre dalla Direzione Provinciale dei Giovani Democratici di Brescia. E’ una presa di posizione decisa e netta sui temi dell’immigrazione, dell’asilo e della sicurezza.  E’ il momento di essere sul territorio per rilanciare la nostra sfida al populismo di Lega Nord e Movimento 5 Stelle. Questo è il Documento con cui diciamo cosa pensiamo e da cui partiamo per aprire un dibattito 

    La giovanile interviene su temi “difficili” per il Pd e anche in vista delle regionali del 2018 vuole fornire uno stimolo per aprire un dialogo efficace e continuo su tali temi sui quali abbiamo difficoltà nel raccogliere voti e sui quali i nostri amministratori si trovano in difficoltà nel cercare di erodere il sostegno alle politiche della Lega e dei  Cinque Stelle in continua ascesa. Dobbiamo intervenire in maniera netta per evitare che una nuove generazione cresca nel segno dell’odio verso l’Europa e verso i “diversi” a livello religioso, politico e culturale, creando e sedimentando un sentimento di paura e avversione.

    I recenti fatti di Parigi ci portano a una seria riflessione che non deve soffermarsi solo alla gravità della strage e alle modalità efferate della sua esecuzione ma che possa proiettare la nostra attenzione oltre questi fatti, per costruire una visione complessiva che tenga conto del passato e del futuro e dei molti fattori in campo su tale tema.

    Molti sono gli elementi di cui tenere conto per capire come intervenire al meglio in questo frangente delicato per il Paese e per il mondo. La paura diffusa da chi fa del populismo la propria bandiera di chi usa le debolezze delle persone per descrivere un nemico e farne un ostacolo da abbattere, si diffonde giorno dopo giorno e l’avanzata della destra in Francia ne costituisce la prova più eclatante oltre ai “nostri” Salvini e Grillo. La lotta al terrorismo si lega a doppio filo al tema dell’immigrazione, un tema su cui la battaglia del PD adesso diventerà più complessa nel differenziare il nemico dal bisognoso di aiuto e tutela e per differenziare la posizione di chi è vittima da quella di chi è carnefice.

     

    Le risposte approntate dal governo Renzi e dal Pd nazionale e provinciale nei suoi documenti sull’accoglienza diffusa e sulle politiche per l’immigrazione vanno nella giusta direzione: diffusione di una cultura dell’accoglienza basata su una condivisione e una capacità d’ascolto non di superfice ma approfondita, condivisione dei problemi legati all’immigrazione in modo tale da non farne un problema dei paesi di frontiera dell’Europa, potenziamento dei progetti SPRAR per il coinvolgimento lavorativo e l’integrazione sociale, l’accelerazione delle tempistiche per il riconoscimento dello status di rifugiato, la revisione degli accordi di Dublino, una maggiore ed efficace collaborazione tra prefetture e amministrazioni tanto per citare i punti principali e gli interventi che il Pd e il governo stanno cercando di portare avanti stimolando anche l’Europa sul punto.

     

    Questo momento di difficoltà s’inserisce in un momento di stasi per il progetto europeo, che negli anni della crisi, sembra avere perso di slancio e di entusiasmo.  I Gd portano il loro contributo che vuole intervenire in due direzioni su cui proponiamo un primo programma d’iniziative per portare il nostro contributo alla discussione che non si fermi al documento da noi presentato:

    -1 crediamo che occorra allargare questa discussione ai territori dove più forte è il pericolo che la rabbia e la paura prendano il sopravvento e aumentare lo sforzo per circoscrivere la progressiva diffusione delle idee della Lega Nord sui territori. In questo senso crediamo che il Pd sul tema dell’immigrazione piuttosto che delle autonomie o della lotta al terrorismo possa opporre un argine efficace all’avanzata leghista perché dimostra con le sue politiche e le sue proposte di poter porre un corretto equilibrio tra le politiche di sicurezza e tutela dei diritti fondamentali e delle garanzie costituzionali presenti nella Carta per i più deboli.

    -2 Crediamo anche che la discussione sul tema della lotta al terrorismo e dell’immigrazione debba essere legato a filo doppio con il rilancio di un progetto politico europeo che ha perso il suo slancio iniziale. Anche in questa direzione occorre lavorare per porre una sfida consapevole e strutturata sia alla Lega che al movimento Cinque Stelle che sostengono politiche convintamente e pericolosamente antieuropeiste che si stanno sedimentando nelle menti dei cittadini e dei giovani. La nostra responsabilità maggiore è quella di far crescere una generazione che creda nella costruzione di un’unione politica e convinta che la scelta europeista non sia una sciagura da cui non possiamo uscire ma una prospettiva in cui credere per i vantaggi che porta non solo in termini economici. Non dobbiamo avere timore di criticare le politiche europee, dove serva, anche sui temi dell’immigrazione e dell’accoglienza, quando vanno nella direzione sbagliata, senza negare la validità delle nostre proposte e delle nostre convinzioni europeiste che usciranno cosi rafforzate. Siamo un Paese con la memoria corta e per questo ciclicamente dobbiamo rinnovare con forza il senso delle nostre scelte e delle scelte dei politici lungimiranti che sono alle nostre spalle e che hanno creato l’unione europea dopo la strage della seconda guerra mondiale.

     

    In questo senso crediamo che debba avviarsi un programma d’incontri sui territori (uno per ogni zona della Provincia) da noi organizzati e per la cui realizzazione e successo chiediamo fin d’ora la collaborazione dei nostri eletti, dei nostri amministratori e del Pd provinciale. Siamo convinti che il risultato delle Europee dello scorso anno e l’elevata percentuale di voti raggiunta dal nostro Partito per essere mantenuta debba supportare l’azione del presidente Renzi sul territorio.

     

    Per questo crediamo di dover rilanciare una sfida alla Lega di Salvini e ai Cinque Stelle sui territori prima che sia tardi per opporre una resistenza efficace; per ribadire che non esistono temi sui quali abbiamo timore di esprimerci e far sentire le nostre idee e per far sentire il nostro sostegno agli amministratori che in questi mesi hanno subito violenti attacchi per la loro scelta di accogliere chi, scappando da paesi in frantumi e dilaniati dalle guerre, cerca di trovare pace e un minimo di serenità.

     

    Su questi temi difficili non possiamo fare un passo indietro ma al contrario essere più decisi che mai. Molto spesso le voci che si ergono sono isolate e noi abbiamo il dovere di farle diventare un’unica voce forte e decisa in questo momento di incertezza in cui anche i valori dell’accoglienza e della solidarietà sono a rischio.

    La storia ci insegna il pericolo della costruzione del nemico oggettivo e del pericolo che la carica dell’odio può rappresentare. Il nostro partito deve fare con coraggio e determinazione la sua parte accettando questa sfida in un momento storico delicato e difficile.