È qualche giorno che penso alla questione green pass e ho messo in fila qualche idea.

1. L’essere arrivati all’obbligo è una sconfitta che poteva essere evitata.
C’è una larghissima fetta di over60, la fascia più a rischio, che non è vaccinata. Non ci sono solo novax duri e puri. Ci sono anche persone che hanno dubbi, timori legittimi o difficoltà logistiche/tecnologiche.

Non è stata realizzata nessuna vera campagna di vaccinazione e questo ha influito sull’adesione di chi aveva bisogno di essere persuaso e non ha ricevuto alcuno stimolo, se non l’essere stato esposto a messaggi contraddittori da parte della Politica.

2. Se vaccinarsi è una scelta anche non farlo spesso lo è.
Togliamo i casi particolari di chi soffre di patologie o allergie che non gli consentono la vaccinazione: non aderire alla campagna è una scelta e come ogni scelta ha delle conseguenze. Mi sembra logico che per tutelare le altre persone, le attività ma anche la salute stessa dei non vaccinati debbano essere previste misure diverse.

3. La salute del non vaccinato non è un problema solo suo.
Sì, se il vaccinato si curasse a casa da solo in caso di contagio. L’ospedale non è gratis, ma ha dei costi di funzionamento che sono a carico della collettività, quindi anche di chi il vaccino se lo è fatto. Non vaccinarsi e contrarre il virus non è solo un fatto privato ma è anche un fatto collettivo perché determina costi ben maggiori di quelli di una dose a carico di tutti e occupa un posto in ospedale che potrebbe essere a disposizione di qualcun altro.

Si sceglie di non ricevere il vaccino? Va bene, ma si accettino le conseguenze di questa scelta.
Il virus non sparirà domani e continuerà a vivere con noi a lungo, facciamocene una ragione e cerchiamo di essere parte della soluzione e non del problema.

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