• saint martin de crau, gemellaggio, manerbio

    Un orizzonte verso cui viaggiare

    Lo scorso weekend ho partecipato alla Festa di Primavera di Saint Martin de Crau, il comune francese con cui alla scorsa estate siamo gemellati. Preciso – se ce ne fosse bisogno – che il Comune di Manerbio non ha sostenuto nessun costo per la trasferta mia, del Sindaco e del Consigliere comunale Marica Fornari.

    Come avevo già raccontato lo scorso anno, Saint Martin de Crau mi affascina molto. Per chi non lo sapesse è un comune di circa 12.000 abitanti nella Camargue, in Provenza. È comune solo dal 1925 (prima era una frazione di Arles), dispone di tantissime strutture tra cui un’arena per i giochi con i tori, è ricco di associazioni e i cittadini – di cui una gran parte è italiano o ha origini italiane – sono legati tra loro da un forte senso di appartenenza.

    In questi giorni mi sono chiesto quali potessero essere le ragioni del loro successo e di come siano riusciti a costruire qualcosa che a noi manca, bloccati come siamo nella zona grigia che divide le città dai paesi. Io un’idea del perché loro ci siano riusciti ce l’ho  e provo a spiegarla

    Continuità Istituzionale

    Sembra una banalità, ma riuscire a garantire una stabilità del gruppo dirigente è uno dei presupposti per poter avere una progettualità. Saint Martin de Crau ha conosciuto una stabilità fuori dall’ordinario. Dominic Teixier giovedì scorso è diventato il 4° Sindaco in quasi cento anni di storia.  Il tempo trascorso alla guida del municipio  ha permesso al gruppo dirigente di lavorare  e il buon lavoro gli ha dato altro tempo per continuare la loro opera. Un lusso che Manerbio – al di là di Vincenzo Rigamonti e Dialma Cantaboni che sono stati gli unici due Sindaci ad aver ricoperto l’incarico per più di un mandato – non si è concesso negli anni passati.

     

    Una visione coerente

    Quando si naviga è importante avere un orizzonte verso cui veleggiare. Lo stesso vale quando si amministra una comunità. Non basta amministrare assicurandosi che i processi burocratici e gli uffici funzionino. Serve avere in testa un’idea di città e provare a costruirla giorno dopo giorno nei settori in cui si articola l’attività del Comune.

    Gli amministratori di Saint Martin de Crau questa visione l’hanno avuta e l’hanno ora. La continuità di governo ha permesso loro di realizzarla: l’urbanistica del paese è coerente perché c’era un progetto preciso nella testa di chi la guardava e perché gli occhi attraverso cui è stata guardata e ripensata sono rimasti gli stessi a lungo. È stata la stessa persona a seguire lo sviluppo della città dai 4.000 abitanti che contava nel 1977 agli oltre 12.000 di oggi.

     

    Tempo ed energie

    Anche questa sembra una banalità. A differenza di Manerbio, che conta un Sindaco, 5 Assessori e 16 Consiglieri Comunali il nostro gemello francese ha 30 Consiglieri e 11 Assessori. Significa che grava meno lavoro sulle spalle dei singoli assessori e che le deleghe possono essere spezzettate in settori più specifici.

    Accanto a più amministratori ci sono anche più associazioni. Quasi 200 gruppi che si occupano di mantenere le tradizioni locali, di favorire la pratica degli sport (esiste una squadra di quasi ogni disciplina), di gestire servizi per i cittadini. A Saint Martin la Biblioteca e il Cinema sono gestiti da associazioni di cittadini  che hanno realizzato anche una stazione radio.

     

    Cura per i dettagli

    È l’ultimo aspetto che mi ha colpito. Saint Martin de Crau si sente una comunità. Tutti cercano di farti sentire a tuo agio, dal barista all’agente di polizia fino al presidente dell’associazione cacciatori. Ognuno sente di aver ricevuto qualcosa dagli altri e di dover restituire qualcosa. Esiste un Consigliere delegato alla qualità della vita e alla gestione dei fiori, per esempio.

    Poiché vedere con i propri occhi e toccare con mano è più efficace che limitarsi ai racconti di chi in Francia c’è stato mi sto attivando per organizzare un viaggio, riservato in via prioritaria alle associazioni manerbiesi, per visitare il comune gemellato in occasione della loro Festa delle Associazioni.

    Quest’attenzione si nasconde anche nelle piccole cose: le aiuole non vengono trasformate in cestini dei rifiuti e nessuno si inventa di gettare il sapone nelle fontane, come era prassi frequente a Manerbio. Il rispetto dei cittadini per i cittadini – prima ancora dell’intervento del Comune – è la garanzia di una città ordinata, pulita e accogliente.

     

    In sintesi credo che Saint Martin de Crau rappresenti un bel modello a cui guardare. Certo, non si può copia incollare a Manerbio. È un sistema nato in un contesto diverso e non è automatico che potrebbe funzionare anche nel nostro.

    Poiché vedere con i propri occhi e toccare con mano è più efficace che limitarsi ai racconti di chi in Francia c’è stato mi sto attivando per organizzare un viaggio, riservato in via prioritaria alle associazioni manerbiesi, per visitare il comune gemellato in occasione della loro Festa delle Associazioni.

     

    Il rispetto delle istituzioni, il senso di appartenenza e la voglia di fare che si respirano a Saint Martin rappresentano però un orizzonte verso dovremmo provare a remare tutti insieme.