• Il senso degli incontri di quartiere

    Oggi, camminando per Manerbio, ho avuto modo di leggere una delle piccole bacheche esposte fuori dalle edicole che riportano gli articoli di giornale. E uno dei due titoli che ho letto è lo spunto per questo post che prova a spiegare il perché abbiamo deciso di incontrare i cittadini nei quartieri.

    Negli ultimi mesi abbiamo realizzato che nonostante la disastrosa situazione da cui la nostra Amministrazione è partita (Se ve la siete dimenticati QUI trovate un articolo del Corriere della Sera dell’epoca che parlava di Manerbio) siamo riusciti a realizzare quasi ogni promessa elettorale:  abbiamo riaperto la palestra di Piazza “A. Moro”, abbiamo approvato un PGT che riduce il consumo di suolo e siamo passati alla raccolta rifiuti porta a porta, ad esempio.

    Sono risultati che abbiamo ottenuto lavorando con un’intensità e un impegno tali da non essere riusciti a far sapere ai cittadini tutto quello che è stato fatto per la nostra Comunità.

    Questo era il primo tema: uscire dal Palazzo e incontrare nei quartieri i cittadini per raccontarci, invertendo un po’ il principio che caratterizza la politica italiana per cui è il cittadino che deve informarsi e non il politico/amministratore a doversi impegnare per fargli sapere i risultati ottenuti.

     

    Il secondo motivo che ci ha portato ad incontrare i cittadini è che il programma elettorale è quasi completamente esaurito. Mancano ancora poco meno di 2 anni di lavoro al nostro gruppo e quasi ogni promessa è stata mantenuta e si è trasformata in realtà (a inizio agosto si chiuderà il bando per il Bocciodromo che diventerà un certo polifunzionale per i manerbiesi di ogni età).

    Abbiamo creduto fosse il caso di ripartire dai cittadini: spiegare quello che è stato fatto ma soprattutto chiedere a loro cosa vogliono venga fatto. Ci hanno parlato dei problemi e dei disservizi che vedono, ogni giorno, vivendo la città. Abbiamo raccolto le loro richieste, le stiamo riorganizzando a proveremo a dare una risposta (non teorica, ma pratica) nel più breve tempo possibile senza però proporre interventi spot ma soluzione strutturali e definitive.

    A breve, ad esempio, partiranno con la risistemazione di tutto l’impianto di illuminazione del villaggio Fanfani  e con la segnaletica nel villaggio Marcolini e altri interventi nella zona di via Verdi.

     

    Sono spunti che sono arrivati dai cittadini e che abbiamo voluto tirassero fuori: siamo andati nei quartieri soprattutto per sentire cosa non va (e capire come risolverlo), non per sentirci dire quanto siamo bravi e belli.

     

    Poi camminando per via XX Settembre leggi “Cittadini critici contro la Giunta” e capisci che forse il senso del ripartire dai cittadini per organizzare le esigenze e i desideri di una comunità in un progetto di due anni non è chiaro a tutti.

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