• Eureka – ai confini dell’Europa

  • Benvenuta Europa

    Benvenuta Europa

    Come l’Europa ha migliorato la TUA vita

    • Flavio PASOTTI, Imprenditore
    • Donatello PORTA, Erasmus Student Network
    • Marco MARAZZI, Avvocato

    Sabato 17 giugno ore 16.00 presso il Dopolavoro – piazza “A. Moro” 

    a seguire aperitivo europeo

     

  • March for Europe

    Oggi la Gran Bretagna ha comunicato ufficialmente quello che già sappiamo da mesi: lascerà l’Unione Europea. È un duro colpo per il grande progetto di pace che ha rappresentato l’Europa, ma può anche trasformarmi in una grande opportunità.

    La posizione più delicata sarà quella del Regno Unito, che sta provando a cercare di trattenere la Scozie e forse l’Irlanda del Nord con le motivazioni opposte a quelle per cui ha lasciato l’Unione Europea.

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  • Marcia per l’Europa

    A 60° ANNIVERSARIO DEI TRATTATI DI ROMA:
    VERSO L’UNIONE FEDERALE

    MARCIA PER l’EUROPA
    Manifestazione di Roma del 25 marzo 2017

    Le difficoltà con cui in Europa si stanno affrontando la lunga crisi economica e finanziaria, l’emergenza rifugiati e il problema della sicurezza interna ed esterna, stanno erodendo il consenso dei cittadini nei confronti dell’Unione europea. La stessa sopravvivenza del progetto europeo è così messa a repentaglio, insieme al progetto di pace e di integrazione che essa incarna.

    Le radici di queste difficoltà sono da ricercare nell’assetto istituzionale dell’UE, incompleto ed inadeguato. Solo con un sistema di governo sovranazionale efficace, democratico e responsabile l’Europa può divenire abbastanza forte da garantire il futuro dei propri cittadini. In particolare, l’unione monetaria deve essere completata con una piena unione bancaria e avviando l’unione fiscale, economica e politica.

    L’esito del referendum in Gran Bretagna rende ancora più urgente l’avvio della riforma delle istituzioni europee. Esso dimostra la necessità di prevedere la coesistenza all’interno dell’UE di diversi livelli di integrazione tra i vari Stati membri. L’unità politica, infatti, è un obiettivo che può coinvolgere inizialmente solo un nucleo di paesi europei, a partire da quelli che hanno adottato l’euro. L’unione politica – che dovrà comunque rimanere aperta alle future adesioni dei paesi che sceglieranno di partecipare in un secondo momento – implica infatti una cessione di sovranità e un salto politico che alcuni Stati membri non sono ancora pronti a fare; perché per essere effettiva tale unione dovrà avere carattere federale ed essere capace di vincolare reciprocamente gli Stati membri alla mutua responsabilità e solidarietà. Per questo, la riforma dovrà prevedere un diverso grado di partecipazione alle istituzioni dell’UE per tutti i paesi che scegliessero di non far parte sin dall’inizio del nuovo nucleo federale, ma che volessero comunque rimanere membri del mercato unico dell’UE.

    Le riforme necessarie a tal fine possono essere realizzate o attraverso la revisione dei Trattati esistenti, o per mezzo di un nuovo trattato o di un protocollo tra gli Stati membri di questo nucleo federale.

    La nuova architettura istituzionale dell’UE dovrà mirare a costruire una vera sovranità europea, creando un sistema federale di livelli di governo coordinati e indipendenti. Gli attuali deficit di efficienza, democrazia e responsabilità devono essere superati. La Commissione europea deve evolvere in un vero governo europeo responsabile davanti al Parlamento europeo, che rappresenta i cittadini, e al Consiglio, trasformato in una sorta di Senato degli Stati membri per tutte le questioni legislative.

    Parallelamente all’apertura del processo di revisione dei Trattati, sono urgentemente necessarie politiche mirate a recuperare la fiducia ed il sostegno dei cittadini. Tali politiche devono affrontare tutti i problemi che stanno creando paura ed incertezza nell’opinione pubblica, sottraendo così alle forze populiste e nazionaliste le false soluzioni che tentano di presentare. Questi problemi riguardano gli aspetti economici e finanziari, quelli della giustizia sociale, della libertà e della sicurezza, sia interna che esterna.

    Tenuto conto di tutto ciò, invitiamo i cittadini, i parlamentari europei e nazionali e gli altri leader politici nazionali ed europei, nonché tutte le organizzazioni della società civile, a sostenere questi obiettivi e ad adoperarsi per raggiungerli.

    Facciamo sì che il sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma diventi un’occasione di svolta per la storia europea, per andare oltre gli attuali Trattati, verso un’unione federale, del popolo europeo, con il popolo europeo, per il popolo europeo, per realizzare il progetto di Ventotene.

  • We will miss

    Ho visto quest’immagine camminando lungo un corridoio del Parlamento Europeo. Negli ultimi giorni (da mercoledì a venerdì) ho partecipato alla Scuola di Formazione (o Summer School, se vogliamo fare gli internazionali) organizzata a Bruxelles dai deputati italiani del gruppo S&D.

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  • brexit, alcide de gasperi, fabrizio bosio

    Verso una nuova Europa

    Ho aspettato in piedi fino alle 5 di stamattina che i dati sui voti scrutinati diventasse definitivo stabilendo la vittoria incontrovertibile della Brexit.

    Credo che stanotte il Regno Unito abbia scelto di assecondare per orgoglio una possibile grandeur imperiale rinunciando al più grande progetto di pace che l’Occidente (e forse il Mondo) abbia mai visto. Nel momento della difficoltà gli inglesi salutano l’Europa e provano a cercare la propria strada. Gettano la spugna.

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  • Senza frontiere né confini

    “Da quassù la terra è bellissima, senza frontiere né confini”
    Yuri Gagarin, primo uomo nello spazio

    La Federazione dei Giovani Socialisti, i Giovani Democratici, South Tyrolean European Democratic Youth, Sozialistische Jugend Österreich and Verband Sozialistischer Student_Innen Österreich, organizzazioni che rappresentano i giovani socialisti italiani ed austriaci,

     

    CONDANNANO

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  • schengen, #donttouchmyschengen

    Don’t Touch My Schengen

    L’Unione Europea ha fatto tantissima strada da quando a Roma fu fatto il primo timido passo. Ha cambiato il volto del nostro continente giorno dopo giorno, in modo così graduale che i “grandi” non si sono accorti quasi di nulla e noi giovani viviamo dando per scontato tante libertà che fino a poche decine di anni fa scontate non erano.  Tanto di questo lo dobbiamo al Trattato di Schengen.

    Ora siamo davanti a un bivio. Deve decidere se vuole continuare in questo limbo indefinito o se vuole fare quel passo in più per diventare qualcosa di diverso, di grande e di storico. Deve decidere se rimanere nella condizione sospesa e certa della crisalide o con un atto di coraggio vuole aprire il bozzolo e provare a volare verso l’esterno.

     

     

    Gli eventi di questi mesi stanno rendendo sempre più difficile che i paesi europei trovino il coraggio di fare il salto di qualità: la crisi economica, il più grande flusso migratorio dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e la crisi della rappresentanza stanno mettendo in difficoltà partiti e forze politiche tradizionali. Non mancano poi le bordate degli euroscettici e dei nazionalisti, ad ogni elezione sempre più forti e sempre più impegnati a rendere difficile il cammino verso gli Stati Uniti d’Europa.

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  • documento Gd, GD Brescia, fabrizio bosio, jacopo baraldi, gd immigrazione, documento gd brescia

    Profughi, Immigrazione e Sicurezza secondo i GD

    Riporto il Documento approvato l’11 Dicembre dalla Direzione Provinciale dei Giovani Democratici di Brescia. E’ una presa di posizione decisa e netta sui temi dell’immigrazione, dell’asilo e della sicurezza.  E’ il momento di essere sul territorio per rilanciare la nostra sfida al populismo di Lega Nord e Movimento 5 Stelle. Questo è il Documento con cui diciamo cosa pensiamo e da cui partiamo per aprire un dibattito 

    La giovanile interviene su temi “difficili” per il Pd e anche in vista delle regionali del 2018 vuole fornire uno stimolo per aprire un dialogo efficace e continuo su tali temi sui quali abbiamo difficoltà nel raccogliere voti e sui quali i nostri amministratori si trovano in difficoltà nel cercare di erodere il sostegno alle politiche della Lega e dei  Cinque Stelle in continua ascesa. Dobbiamo intervenire in maniera netta per evitare che una nuove generazione cresca nel segno dell’odio verso l’Europa e verso i “diversi” a livello religioso, politico e culturale, creando e sedimentando un sentimento di paura e avversione.

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  • agricoltura, fabrizio bosio, leonessa 2015, brescia leonessa

    Leonessa 2015: il tavolo agricoltura

    Alla Leonessa, l’iniziativa organizzata da Brescia Cambia Verso ho partecipato al tavolo agricoltura coordinato dal Segretario provinciale di Coldiretti Frusca.

    Al termine dei lavori mi è stato chiesto di svolgere la relazione finale nella plenaria conclusiva.

    Qui riporto il resoconto della discussione e quanto emerso:

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