• Austria, Heidi, Salvini

    Il ritorno di Heidi: la questione tirolese

    Un ritorno al 1918.

    Manerbio si sta preparando ad organizzare le sue attività per celebrare i 100 anni dalla fine della Grande Guerra. Tante vite spezzate, una generazione quasi scomparsa e sangue che bagnato campi e montagne in tutta Europa. È da qui forse che è partito il percorso che lentamente ha portato alla nascita dell’Unione, ed è qui che si è chiuso il Risorgimento italiano. Alla fine della Guerra Trento, Bolzano e Trieste finalmente sono entrate a far parte del nostro paese, ed è proprio dal Trentino che  è arrivato Alcide De Gasperi, capace di traghettare senza troppi scossoni l’Italia da monarchia a repubblica, guidando la ricostruzione e la sua ricollocazione nel mondo libero.

     

    Oggi, ad un secolo di distanza, sembra che quell’assetto territoriale sia tornato in forse. Con un’opera di revisionismo storico e senza troppi indugi, l’Austria si prepara ad attuare una proposta che aveva già fatto discutere, a fine 2017: dare la cittadinanza agli italiani del Tirolo.

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  • Parole ostili

    I fatti e le parole di questi giorni hanno del surreale. E non perché non condivida nel merito le idee in campo (anche questo, sì). Le cose incredibili sono due: le continue giravolte e  le parole ostili che stanno saturando l’aria.

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  • il primato della politica

    Il primato della Politica

    La notizia della scelta di Laura Boldrini di militare nelle liste di Liberi e Eguali alle prossime politiche, non mi ha stupido molto. Parto dicendo una cosa non  scontata: per quanto non condivida sua scelta la rispetto. Anzi, come avevo gia detto QUI per la vicenda di Pietro Grasso, esprimo ai due la massima solidarietà per gli insulti che gli sono stati rivolti, specialmente dai miei compagni di partito. Ultimamente sembra stia diventando una prassi attaccare in modo pesante le stesse persone che fino al giorno prima di elogiava, mettendole su un piedistallo. È squallido e dimostra davvero la pochezza umana di tante persone che hanno anche  ruoli di rilievo nelle istituzioni.

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  • Il corpo non è più una prigione

    Come Giovani Democratici siamo stati impegnati, in questi anni e a Manerbio, su tanti temi “di frontiera”. Lo Ius Soli (di cui ho scritto poche settimane QUI) e la legalizzazione delle droghe leggere, per esempio. Io ed il segretario – Enrico Sterza – avevamo scritto una lettera dopo gli attacchi di Forza Nuova che puoi leggere QUI. Avevo pure già parlato di fine vita alcuni mesi fa, QUI.

     

    Finalmente oggi un altro tema che ci era caro, è diventato legge. Finalmente perché su 28 paesi in Europa solo l’Irlanda oltre a noi ancora non ha una legge sul fine vita.  Una legge che ancora non riguarda l’eutanasia, ma rappresenta una conquista in termini  di libertà.

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  • IFiSP

    Perché partecipo alla SFISP

    Ieri ho cominciato un’esperienza che mi ero impegnato a fare, prima di chiudere il mio mandato da assessore. Se qualcuno non lo sa o non lo ricorda, a Manerbio si voterà nel 2018. In questi 4 anni di impegno per il mio Comune ho sempre pensato che fosse mio compito prepararmi. Studiare, frequentare corsi, confrontarmi con i colleghi. Da quando ho cominciato, a 21 anni, ho sempre speso una parte della mia indennità per partecipare a queste occasioni. Sono stato così ai corsi sulla comunicazione di ANCI, ho partecipato alle iniziative romane di Forza Europa o alle scuole di formazione dei Giovani Democratici e dei Futuredem. Stavolta, dopo le buone parole che ha speso Davide Bellini su questa esperienza, ho deciso di partecipare alla Scuola per l’impegno sociale e politico della Diocesi di Brescia.

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  • Ciao Marco!

    Ieri è morto Marco Pannella. Non ho mai avuto una particolare simpatia per lui ma non si può fingere che sia stato un politico qualunque. Lo dimostra il turismo (un po’ squallido) di tanti politici che nelle ultime settimane di vita del radicale gli hanno fatto visita per rubare qualche selfie e, nelle migliori delle ipotesi, per dare il proprio saluto al vecchio leone.

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  • referendum, 17 aprile, trivellazioni

    Pensiero serale prima del dato definitivo

    Ora che ci si avvia verso la chiusura di questa domenica credo che sia il caso di aprire una riflessione sull’infimo livello che sta toccando il dibattito politico in Italia.

     

    Da un lato abbiamo chi ha cercato di trasformare il referendum sulle trivellazioni in una elezione di medio termine per colpire Renzi. Lo dimostra l’invicibile armada che – partendo da casapound, forza nuova e lega fino ad arrivare al movimento 5 stelle e la minoranza pd – ha cercato di convincere le persone che la vittoria del Sì avrebbe rimandato a casa Renzi.
    Peraltro senza prendersi la responsabilità corrispondente, quella per cui nel caso in cui tu trasformi una votazione in un plebiscito per o contro qualcuno se perdi te ne torni a casa.

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  • referendum

    Non Sprecare Energia

    Pubblico l’appello del Comitato Non Sprecare Energia, per l’astensione al Referendum di domenica prossima. Qualche spunto di riflessione che può essere approfondito sul sito  www.nonsprecareenergia.it

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    Il referendum del 17 aprile rappresenta un grave pericolo per l’economia, per l’ambiente e per la democrazia italiana. 

    I sostenitori del sì – i cosiddetti “No-Triv” e “No a Tutto” – prendono in giro gli italiani, li illudono che domenica potranno schierarsi a favore delle energie rinnovabili e contro le “trivelle”. È falso: già oggi, per legge, non sono più possibili nuove concessioni di estrazione di gas e petrolio e nuove trivellazioni entro le 12 miglia marine dalla costa; il referendum riguarda esclusivamente piattaforme operanti da oltre 40 anni e che estraggono soprattutto gas naturale, in piena sicurezza e rispetto dell’ambiente. Dal 1965 non si è verificato alcun incidente, come sanno bene milioni di italiani che vivono nelle località marine a largo delle quali ci sono le piattaforme. Anzi, la legislazione italiana è considerata tra le più rigorose al mondo in materia di controlli ambientali e di sicurezza.

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