• Senza frontiere né confini

    “Da quassù la terra è bellissima, senza frontiere né confini”
    Yuri Gagarin, primo uomo nello spazio

    La Federazione dei Giovani Socialisti, i Giovani Democratici, South Tyrolean European Democratic Youth, Sozialistische Jugend Österreich and Verband Sozialistischer Student_Innen Österreich, organizzazioni che rappresentano i giovani socialisti italiani ed austriaci,

     

    CONDANNANO

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  • uniti nella diversità

    Uniti nella Diversità

    Sono passati pochi mesi dagli attentati che hanno sconvolto Parigi e poco più di un anno dall’irruzione nella redazione di Charlie Hebdo.

    Ormai attentati come quelli che oggi hanno scosso il Belgio non rappresentano più fatti epocali, degli spartiacque. Sono tappe di una strategia del terrore che rischia di spostare l’Europa a destra e di chiuderla a riccio su sé stessa. Le immagini e le notizie di oggi rischiano di dar manforte a chi sta costruendo  vuole continuare a costruire muri tra “noi” e “loro”.

    Siamo di fronte ad un bivio: scegliere di pensare che tutto questo sia colpa dell’Unione Europea, riesumando confini morti e sepolti, oppure possiamo pensare che la soluzione a tutto questo sia l’Unione Europea.

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  • schengen, #donttouchmyschengen

    Don’t Touch My Schengen

    L’Unione Europea ha fatto tantissima strada da quando a Roma fu fatto il primo timido passo. Ha cambiato il volto del nostro continente giorno dopo giorno, in modo così graduale che i “grandi” non si sono accorti quasi di nulla e noi giovani viviamo dando per scontato tante libertà che fino a poche decine di anni fa scontate non erano.  Tanto di questo lo dobbiamo al Trattato di Schengen.

    Ora siamo davanti a un bivio. Deve decidere se vuole continuare in questo limbo indefinito o se vuole fare quel passo in più per diventare qualcosa di diverso, di grande e di storico. Deve decidere se rimanere nella condizione sospesa e certa della crisalide o con un atto di coraggio vuole aprire il bozzolo e provare a volare verso l’esterno.

     

     

    Gli eventi di questi mesi stanno rendendo sempre più difficile che i paesi europei trovino il coraggio di fare il salto di qualità: la crisi economica, il più grande flusso migratorio dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e la crisi della rappresentanza stanno mettendo in difficoltà partiti e forze politiche tradizionali. Non mancano poi le bordate degli euroscettici e dei nazionalisti, ad ogni elezione sempre più forti e sempre più impegnati a rendere difficile il cammino verso gli Stati Uniti d’Europa.

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  • Cerimonia di Gemellaggio

    Ø Venerdì 24 luglio 2015

     

    Arrivo della delegazione italiana.

     

     

    Ø Sabato 25 luglio 2015

     

    09:30 afferma: Incontro di fronte al municipio.

     

    Da 9:45-10:15: Inaugurazione del viale di Manerbio.

     

    10:30: Inizio della cerimonia ufficiale nella sala del Consiglio Comunale del Municipio.

     

    * Discorso dei due sindaci (traduzione in entrambe le lingue)

     

    * Firma del Patto di Amicizia da parte dei due sindaci

     

    * Scambio di un dono tra i due sindaci

     

    11h15: Aperitivo sui gradini del Municipio, che è invitata tutta la popolazione di San Martinoise.

     

    12.30: Pranzo presso il ristorante della Crau con i due sindaci, funzionari eletti, la delegazione italiana, i membri del Comitato di Gemellaggio, etc.

     

    Nel pomeriggio: Visita all’Ecomuseo di La Crau e Museo Retro (opzionale).

     

     

    Ø Domenica 26 Luglio 2015

     

    Mattinata libera

     

    13.00: Incontro nella Sala Grande per i saluti

  • Olocausto, Cultura, Manerbio, Installazione

    27.01.1945 – 27.01.2015

    La Giornata della Memoria sta assumendo una connotazione sempre più ritualistica. E come ogni rituale si svuota  del significato profondo che dovrebbe caratterizzarla. La legge con cui il Parlamento il 20 Luglio del 2000 decise di istituirla scelse il 27 Gennaio,  data in cui furono aperti i cancelli di Auschwitz, come giornata dedicata al Fare Memoria. Ed il testo della l.n. 211/2000 focalizza l’attenzione su due elementi: il ricordo di quanti si sono opposti – anche a rischio della propria vita – alle persecuzioni ed all’attuazione dello sterminio finale e l’attenzione a riflettere non tanto sulla Shoah in generale ma in relazione alla persecuzione italiana di ebrei e dissidenti.

    La Giornata della Memoria e più in generale il tema dello Sterminio si sono identificati profondamente con l’ecatombe del popolo ebraico e spesso finiamo per dimenticare le tante altre categorie vittime della persecuzione nazifascista: le persone affette da disabilità, gli omosessuali, i rom, i senza tetto, gli zingari, le prostitute, i testimoni di Geova, i dissidenti politici  e gli emigrati tedeschi riacciuffati con  l’inganno: Tanti triangoli che componevano il tetro arcobaleno della popolazione dei campi di sterminio.  Impegnati nel ripagare un ideale debito nei confronti degli ebrei abbiamo risolto la pluralità di vittime della soluzione finale nella categoria più colpita ed allo stesso tempo che ci da meno fastidio.

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