• Un passo dietro a Manlio

    Stamattina ho partecipato, come faccio da anni, alla manifestazione per commemorare la Strage di Piazza Loggia. Quest’anno, quarantuno anni dopo l’esplosione della bomba, si è aperto il dodicesimo processo che dopo la sentenza di cassazione dovrebbe far un po’ più di luce sulla strage, i mandanti e gli esecutori. È inutile che faccia notare che siamo al dodicesimo processo e quasi brancoliamo ancora nel buio.

     

    La Piazza di stamattina era  una moneta a due facce: da un lato è una piazza piena di bresciani che si ritrovano per la quarantunesima volta a dire no al fascismo e alla violenza. Dall’altro è una piazza piena di bresciani che si ritrovano per la quarantesima volta a chiedere giustizia per le 8 persone morte, per i 102 feriti e vuole la verità sui mandati. Per dire no al fascismo – lo dice sempre Manlio Milani – quella del 28 maggio è da sempre una piazza che festeggia la vita, anche per chi non c’è più. Fiori, musica, colori  per ricordare le persone a cui è stata tolta la vita perché chiedevano la fine delle stragi e dell’uso della violenza.

    Stamattina con i sindaci della provincia, i sindacati, (alcuni) partiti politici, le scuole ei cittadini c’era anche Olivier Brochet, Console di Francia in Italia. Lungo il percorso della memoria quest’anno sono state aggiunte delle nuove formelle e tra queste una è stata dedicata all’attentato a Charlie Hebdo.

    paris

    È la testimonianza che la violenza stragista non è stata sconfitta definitivamente con gli Anni di Piombo ma che continua a ripresentarsi con forme nuove. Quella formella si completa con una delle composizioni di fiori più grandi ai piedi della stele.  Sopra è stato graffettata una cartellina di plastica trasparente, con un semplice foglio stampato. Una cosa che quasi passa inosservata se non ci si avvicina e si curiosa.

    Sono i fiori che il centro islamico di Brescia ha portato in Piazza per onorare i caduti della Strage del 28 maggio 1974, accompagnati da un loro pensiero che, mentre sfilavo davanti al mare di fiori colorati, mi ha colpito. Sono situazioni completamente diverse, ma è come quando all’intervistatrice che chiedeva ai volontari del verde stranieri di Manerbio perché impegnassero il proprio tempo per questo comune loro han risposto: “Perché è la nostra città”. Sono cose che un po’ colpiscono. Anche perché che degli stranieri capiscano prima e meglio di tanti bresciani perché questo giorno è così importante significa che un’integrazione è possibile.

    centro islamico

    In Piazza stamattina c’erano i fiori e i rappresentati del centro islamico di Brescia a ricordare i nostri caduti. Non c’erano però né la Lega Nord né Matteo Salvini.

     

    In tutto questo, tra il mare colorato di fiori, le migliaia di cittadini, le bandiere dei partiti, i gonfaloni dei comuni, l’installazione artistica con gli ombrelli, i canti degli studenti e gli assenti rimane sempre una costante. Sempre lì, quarantun anni dopo. Sempre ad aspettare la Verità. Sempre un passo avanti a noi.  Manlio.

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