• Una via intitolata al Maestro Tambalotti

    Qualche tempo fa è partita la realizzazione di un nuovo Ambito di Trasformazione nella zona oltre Mella, dietro il Centro Leone. Si tratta di un intervento conforme al Piano del Governo del Territorio approvato nel 2009 e di cui avevo già parlato QUI. Grazie alla realizzazione di questa nuova urbanizzazione sono state ottenute le risorse per i lavori di risistemazione del magazzino comunale di via Galliano, che a breve sarà trasformato nel nuovo Archivio Comunale. Anche della vicenda travagliata dell’Archivio, che dall’incendio del 1979 manca(va) di un’adeguata sede, ho già parlato. QUI trovi l’articolo pubblicato sul blog nel 2017.

     

    Ora che le case cominciano a sorgere, era necessario individuare un nome per le vie che sarebbero state realizzate. La scelta, almeno nei principi generali, era quella di individuare una figura manerbiese, che avesse lasciato un buon ricordo nella nostra città e che quindi potesse rappresentare da un punto di vista toponomastico un altro passo avanti nel lavoro di valorizzazione delle nostre radici. Io credo fortemente che sia importante essere consapevoli del proprio passato per capire la Comunità in cui si vive e ricostruire il senso di un’identità che manca a Manerbio e che può rappresentare una difficoltà oggi, che siamo tutti chiamati nella nostra quotidianità a misurarci con la diversità e con i cambiamenti di un tempo che corre più veloce di noi.

     

    La figura a cui intitolare queste vie è stata individuata in Andrea Tambalotti, personaggio rimasto nel cuore di tanti nostri concittadini che ne conservano un ricordo splendido.

    Chi era?

     

    Nato a Mairano nel 1903, Andrea proveniva da una famiglia contadina. La passione per la Musica e la sua naturale inclinazione questa arte lo fecero notare dal maestro Bartolomeo Marinetti, che lo prese in simpatia.

    Marinetti, che era un organista di talento, lo prese sotto la sua “ala” e comincio ad insegnarli quanto sapeva della Musica e dell’organo. il futuro maestro proseguì i propri studi in modo più sistematico a Bergamo, presso il Conservatorio “G. Donizzetti”, dove si diplomò nel 1922. Si perfezionò nello studio dell’organo e della composizione con l’aiuto dei maestri Arnaldo Bambini, organista di Verolanuova, e Gianluigi Tonelli, superando l’esame di Stato al Conservatorio di Parma.

     

    Il primo incarico da organista lo ottenne ad Offlaga, dove rimase tra il 1925 ed il 1926. Durante questo periodo il rapporto con don Alessandrini, parroco del paese e musicofilo appassionato di musica sacra, permise al maestro Tambalotti di affinare il suo gusto e di conoscere la maestra Maria Fadini, che avrebbe sposato nel 1927 e da cui avrebbe avuto tre figli: Luigi, Franco e Mario.

     

    Proprio quell’anno si trasferì a Manerbio, assumendo la direzione del coro “Santa Cecilia” e diventando l’organista della Parrocchiale di San Lorenzo, incarichi che manterrà dal 1927 fino al 31 marzo 1973, pochi mesi prima della morte.

     

    Durante la sua vita ha insegnato presso le scuole elementari e l’avviamento professionale. Andrea Tambalotti ha trasmesso la propria passione per la Musica ai giovani per tutta la sua vita. Tra i tanti impegni del maestro anche quello di direttore della Banda cittadina e, dal 1929, il ruolo di impiegato comunale. Fondò per diletto anche un’orchestra, con cui si esibiva insieme ad alcuni amici senza scopo di lucro.

    Chiamato alle armi nel 1939 e nel 1942, parteciperà alla disastrosa campagna di Russia nel 215 Battaglione T.M., componendo proprio durante quel periodo una Messa, poi eseguita a Stalino,  intitolata: “Missa Prima – Christi Nativitas”.

    Tra le sue numerose composizioni si annoverano:

    • Ave Maria (3 ottobre 1943, per tenore e coro a 4 voci)
      La Canzone della valle (16 maggio 1947, per coro a 3 voci bianche)
    • Madre di Cristo (1949 su parole di don Pietro Bianchi in occasione del I° Congresso Mariano della diocesi di Brescia)
    • Vieni o grande Pellegrina (agosto 1950, su parole di don P. Bianchi)
    • Missa Secunda . Tu es Sacerdos (a 3 voci dispari, eseguita per la prima volta il 15 giugno 1952 in occasione della prima messa del figlio don Franco)
      Cantata a Maria Crocifissa di Rosa (1965, a 2 voci)
      Inno parrocchiale manerbiese (3 settembre 1965, su parole di Giulio Schinetti)
    • Il Treno (composto ed eseguito nel 1966, in occasione del I° centenario della ferrovia Brescia-Cremona)
    • Messa funebre (2 novembre 1968).
    • Trio in si minore per pianoforte
    • Andante allegro per pianoforte
    • Andante allegro per pianoforte e violino
    • Allegro per pianoforte, violino e violoncello (eseguiti all’Istituto musicale A. Venturi di Brescia al concorso dei giovani compositori anno 1935)