• Bosco Mella, Bosco del Canalot, Manerbio, Comune di Manerbio, Fabrizio

    Come va il Bosco Mella?

    Qualche giorno fa ho visitato il Bosco Mella, ufficialmente Bosco del Canalòt nell’ansa del fiume Mella.

    Il motivo della visita era un sopralluogo, organizzato da Annamaria Bissolotti. Da quando siamo stati eletti si è presa a cuore il Bosco. Per prendersene cura ha invitato molti volontari che con generosità dedicano il loro tempo a renderlo un posto più vivibile. Damiano Putignano è il responsabile dei volontari.

    Damiano Putignano, Manerbio. Bosco Mella, Bosco del Canalot, AGESCI Manerbio, Scout Manerbio

     L’occasione del sopralluogo era la conclusione della prima parte dei lavori. L’area era stata acquistata in passato dalle precedenti amministrazioni comunali. La Giunta Meletti aveva partecipato ad un progetto che finanziava la realizzazione di un bosco che sarebbe stato vincolato per 99 anni.  L’intervento ha portato alla piantumazione di un numero esagerato di piante, che hanno reso molto meno utilizzabile il parco, con l’allontanamento del gruppo Scout che fino a quel momento ne avevano avuto la gestione.

    L’esito dell’intervento è quello per cui il bosco è stato diviso in due parti, come si vede nell’immagine qui sotto. Una, bianca, è la parte più vecchia e “libera”.  La seconda, colorata di verde, è quella vincolata. Qui le attività devono essere concordate con la Regione e con l’Agronoma che segue il progetto. È qui che sono state piantate circa 1500 piantine per ettaro (che equivale a 10.000 m², cioè una pianta ogni 6,6 m²) e che ogni intervento di taglio deve essere fatto con grande cura.

    In questi anni abbiamo provato a rendere il bosco più fruibile. Stando così le cose, cioè non potendo cambiare la destinazione d’uso per 99 anni e non potendo fare tante attività al suo interno (come giocare a pallone, ad esempio).  Siamo riusciti a trovare un buon equilibrio tra il lavoro della ditta incaricata delle poche manutenzioni finanziate dal bando e la nostra volontà di tenerlo in ordine. Ad esempio con la collaborazione di alcuni appassionati abbiamo realizzato un percorso di mountain bike nel bosco.

    La prima cosa di cui serve essere consapevoli è che NON è un parco, ma un bosco. È uno spazio pianeggiante, attorno all’ansa del Mella, fittamente piantumato. Deve essere ordinato ma non perfetto. Le foglie devono rimaner lì, per formare l’humus, gli animali devono poter nidificare e vivere in tranquillità al suo interno. Gli uomini devono poterlo frequentare ma senza aspettarsi poter far tutto quello che si può fare – ad esempio- al parco padre Marcolini. Nel nostro sopralluogo abbiamo incontrato un coniglio selvatico e le piume di un uccello, forse un falchetto, che ha fatto una brutta fine.

    Bosco Mella, Bosco del Canalot

    Cosa succede ora? Ora Regione Lombardia farà un sopralluogo per valutare quali piante siano morte e quali no. Gli alberi piantati con il finanziamento della regione NON possono essere tolte o tagliate fino a quando la regione non autorizza. Poi verranno appaltati i lavori della seconda fase. Saranno rimosse le piante cresciute male, quelle malate e saranno diradate le zone in cui sono sopravvissute troppe piante.

    Noi, in collaborazione con l’agronomo, lavoreremo per identificare alcune zone destinate all’uomo (la lettura, la musica ed il teatro, la didattica e le attività per bambini) e riserveremo altre per la fauna locale (insetti, uccelli e piccoli mammiferi).  Ci ragioneremo e proveremo a condividere le decisioni, nei limiti che il bando impone, perché il bosco possa essere sempre più vivo e sempre più un patrimonio dei manerbiesi.

    Il Bosco del Mella è un polmone verde, un’area sicura sia per gli animali quanto per le persone.

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